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martedì 20 settembre 2016

Passeggiata fototografica a Bologna (BO) con "Wiki Loves Emilia Romagna"

Avete mai partecipato ad una passeggiata fotografica? Nel corso degli ultimi anni ne ho fatta più d'una, in località diverse, traendone sempre grande piacere nel condividere un'esperienza, vivere la mia passione per la fotografia e visitare splendidi contesti architettonici. Sabato 17 settembre ho aderito all'iniziativa promossa da Wiki Loves Monuments Italia, la  V edizione del concorso fotografico più grande al mondo. 

Su iniziativa di Unione Città d'Arte Emilia Romagna e MIBACT era stata organizzata da APT Emilia Romagna una bella passeggiata nella città di Bologna, che comprendeva tre tappe di assoluto spessore: la Pinacoteca, Palazzo d'Accursio, oggi sede del Comune di Bologna, e il Palazzo dei Notai, solitamente chiuso al pubblico.
Il concorso fotografico internazionale per la valorizzazione del patrimonio culturale locale su Wikipedia, avrà quest'anno decorrenza dal 1 al 30 settembre 2016. Le foto scattate nel corso delle passeggiate fotografiche potranno essere inserite dai partecipanti utilizzando gli appositi elenchi dei monumenti rilasciati per ogni regione italiana.
Per la regione Emilia Romagna, nella fattispecie Bologna, troviamo l'elenco dei monumenti a questo link, dove possiamo inserire le nostre foto. Ancora non ho provveduto a farlo, ma lo farò al più presto, ve lo assicuro. In palio numerosi premi, di cui potete trovare un dettagliato elenco qui
Ma veniamo allo splendore che i nostri occhi hanno attraversato. In Pinacoteca, via delle Belle Arti 56, Bologna (BO avevamo a nostra disposizione una guida esperta, che ha selezionato per noi tre sale di particolare rilievo, sulle quali soffermarci a lungo per le nostre fotografie: la sala 22 - il Manierismo - e la sala 23 - i Carracci, per finire con la sala dei Reni. Abbiamo scattato e raccontato nei dettagli opere di Parmigianino, Bartolomeo Cesi, Giorgio Vasari, Annibale Carracci, Ludovico Carracci, Agostino Carracci, Guido Reni. Il biglietto d'ingresso aveva un costo di 6,00 euro a persona, nonostante si trattasse di una iniziativa promozionale del patrimonio, ma ci sentiamo comunque di affermare che sono stati spesi bene.
Entrare a Palazzo d'Accursio è stato magico: molti gli scorci che ci è stato consentito di fotografare a finestre aperte, sulla centralissima Piazza Maggiore di Bologna, senza fastidiosi riflessi a frapporsi tra noi e la nostra opera fotografica, al servizio della cultura e della bellezza in genere. Le sale interne del Palazzo hanno presentato molte interessanti sorprese. Tra tutte la mia preferita è stata la Sala Urbana. Fu fatta costruire verso il 1750 dal Cardinal Girolamo Farnese e fu fatta restaurare nel 1852 dal cardinal Gaetano Bedini. Le sue pareti, a metà Settecento, vennero ricoperte da affreschi comprendenti circa 200 stemmi, pertinenti alla serie dei governatori e dei legati pontifici che ressero la città a partire dal XV secolo. Vi assicuro che da fotografare è uno schianto!  
Per concludere la passeggiata fotografica in bellezza, ci è stato consentito di salire al I piano del Palazzo dei Notai, in via dei Pignatari 1, Bologna (BO), edificio solitamente chiuso al pubblico. L'edificio venne costruito nel 1381 dalla "Società dei Notai" allo scopo di farne la propria sede. Una parte dell'edificio, edificata nel 1381,  affaccia sulla Basilica di San Petronio, ben visibile nelle mie foto. 
Una seconda parte dell'edificio, edificata nel 1437, affaccia invece su Palazzo d'Accursio. All'interno abbiamo potuto ammirare preziosi affreschi quattrocenteschi, nonché lo stemma dei notai. Lo stabile fu completamente restaurato nel 1908 a cura di Alfonso Rubbiani. Nel mese di settembre 2016 si terranno altre passeggiate fotografiche in tutta la regione Emilia Romagna: per l'elenco completo delle iniziative, potete leggere qui.Esperienza assolutamente consigliata.


lunedì 8 febbraio 2016

La nostra visita a "Arte Fiera 2016", Bologna (BO)

In programma dal 29 gennaio al 1 febbraio 2016, si è svolta a Bologna (BO) la 40esima edizione di "Arte Fiera", alla quale noi abbiamo fatto visita con piacere. Fotografare in questo contest ci piace un sacco; l'anno scorso avevamo preso parte a instameet organizzato da @igesrbologna, mentre quest'anno siamo andati per conto nostro, avendo problemi di orario per il rientro a Ravenna.
Volete un po' di numeri? 58 mila visitatori, con un incremento del 10% rispetto alla edizione 2015, 222 espositori, 190 gallerie d'arte, più di 2000 le opere esposte, più di mille gli artisti presentati al grande pubblico. 
Ad affollare Bologna decine di migliaia di appassionati di arte in genere, per prendere parte a 70 eventi e oltre previsti per "Art City" e 140 circa previsti per "Art White Night". Un vero significativo successo di pubblico all'insegna dell'arte e della cultura. 
Le mie scoperte all'interno dell'area della fiera sono state principalmente due: Veronica Vazquez e Letizia Fornasieri. Ma debbo aggiungere che altre opere mi hanno incuriosita, se non affascinata. Alte le quotazioni per le opere esposte, a riprova che il mercato dell'arte in Italia affronta un momento di espansione.
Letizia Fornasieri è nata a Milano nel 1955, città in cui vive e lavora. Diplomata in pittura all'Accademia di Belle Arti di Brera, in gioventù ha stretto un intenso dialogo ed amicizia con il pittore americano William Conghon. Nel 1981 vince il premio San Fedele Quadro Giovani, Galleria San fedele, Milano, e nel 1995 è la volta del Premio di Pittura Carlo della Zorza. Il suo quadro "Milano - Tram" esposto alla XIV Esposizione Quadriennale d'Arte di Roma nel 2005 è entrato a far parte della collezione della Camera dei Deputati del Parlamento Italiano. Letizia Fornasieri ha inoltre realizzato numerose opere di carattere religioso, collocate in alcune chiese lombarde, tra cui la Via Crucis, per la Chiesa di Gesù a Nazaret di Milano.
Veronica Vazquez nasce in Uruguay nel 1970. Si avvale di elementi poveri, di oggetti casuali e di recupero, alla conquista di un'insperata e sorprendente armonia spaziale. Le sue forme più raffinate e tattilmente più fragili, vengono alimentate dal percorso calligrafico del fil di ferro che disegna nell'aria ideali pentagrammi o coglie la leggerezza inespressa di un pensiero lasciato in eterna sospensione. Altrimenti è la ricercata disposizione di scarti ferroviari aggrediti dalla ruggine a fornire colloqui di aggregazione, rapporti di strutture che si assemblano e si compenetrano. Le sue opere dalla vocazione prevalentemente scultorea si affidano a un'arte distaccata da ogni tempo e rimandano a una profondità e a una delicatezza concettuale e percettiva che trasforma  gli elementi poveri da lei usati in protagonisti insigniti di inattesa preziosità.