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giovedì 11 dicembre 2014

"Ravenna 2019: appunti per la città del futuro" a Ravenna mercoledì 17 dicembre 2014

Segnalo un appuntamento a cui non possono mancare tutti coloro i quali hanno seguito l'iter di Ravenna città candidata a Capitale Europea della Cultura 2019: in programma una sorta di restituzione alla città dopo che il 17 ottobre 2014 è stata eletta Matera quale città vincitrice per il titolo 2019; l'appuntamento è mercoledì 17 dicembre 2014 alle ore 18.00 presso Palazzo Rasponi dalle Teste, Piazza Kennedy, Ravenna (RA)  Lo Staff di Ravenna 2019 presenta il documento che contiene gli aspetti salienti dell'esperienza di candidatura, individuando alcune possibili linee strategiche e azioni per lo sviluppo futuro della città. La Candidatura di Ravenna a Capitale Europea della Cultura ha rappresentato per la città e per tutto il territorio romagnolo un'esperienza straordinaria, nel corso della quale si sono sperimentate nuove forme di coinvolgimento dei cittadini e di collaborazione tra realtà culturali, sociali ed economiche. Il percorso di candidatura ha portato inoltre all'elaborazione di tante idee e progetti che riguardano il futuro di Ravenna e della Romagna e che hanno costituito il nucleo del programma culturale del nostro Dossier di Candidatura. Questi anni di impegno condiviso da migliaia di persone lasciano, a nostro avviso, un'eredità importante che deve essere valorizzata. A tal fine, e portando così a compimento il nostro mandato come Staff di Ravenna 2019, abbiamo predisposto un Documento che rilancia gli aspetti salienti, sul piano metodologico, tematico e progettuale, dell'esperienza di candidatura, individuando alcune possibili linee strategiche e azioni per lo sviluppo futuro della città. Presenteremo questo Documento per poi lasciarlo a disposizione della città e, in primo luogo, dell'Amministrazione Comunale. Vi invitiamo dunque a partecipare a questo appuntamento per condividere una riflessione che, pur chiudendo una fase, non cessa di guardare al futuro della nostra città.

martedì 14 ottobre 2014

La Commissione Europea a Ravenna (RA), Italy 13 ottobre 2014 #ECoC2019

Quella di ieri è stata una giornata impegnativa per noi del Social Media Team di Ravenna 2019, ma è stato bello essere in prima linea e documentare tutto ciò che stava accadendo in città. La delegazione in visita a Ravenna lunedì 13 ottobre 2014 era composta da tre membri della Commissione Europea che avrà il compito di giudicare quale tra le sei città italiane finaliste si aggiudicherà il titolo di "Capitale Europea della Cultura 2019". Le altre città in corsa per il titolo, per chi ancora non lo sapesse, sono: Siena, Cagliari, Perugia-Assisi, Matera e Lecce.
In apertura sosta in Piazza del Popolo, per un benvenuto a cura di Corpogiochi a scuola, con una coreografia di Monica Francia, dei Cantieri Danza. 300 ragazzi e ragazze delle scuole di Ravenna e dintorni, dalle primarie alle superiori, con indosso le coloratissime magliette di Ravenna 2019 e  tanta voglia di essere protagonisti. Una bella atmosfera. Diretta al pulmino, la commissione ha chiesto di fare visita alla Tomba di Dante, la cui fama nel mondo è ben nota. Prima tappa del nostro tour il Teatro Socjale di Piangipane (RA). Forse non tutti sanno che fu fondato nel 1911 dalla Cooperativa Agricola Braccianti Piangipane; dal 1990 è un circolo ARCI  e dal 2004 al 2007 ha subito un intervento di restauro che lo ha riportato all'aspetto originale. Non ci sono poltrone fisse in platea, possono trovare posto sia seggiole che tavoli, e infatti è tradizione che qui oltre ad assistere a spettacoli e/o concerti si possano degustare ottimi cappelletti al ragù, fatti a mano secondo la antica ricetta di Romagna.
Ma la commissione, così come i Sindaci delle città che sostengono la candidatura di Ravenna 2019 hanno dovuto misurarsi anche con il compito di piegare e chiudere un cappelletto in prima persona. Bello vederli all'opera, così come assistere al lavoro delle sfogline, oppure delle donne intente a cuocere la piada sul tradizionale testo, seppure all'esterno.
Tutti a tavola con i gigèt ai fagioli in apertura, un piatto povero della tradizione contadina, che a dire il vero non avevo mai degustato prima. Ma voi lo sapete, io non sono nata a Ravenna, e ancora molte sono le cose che ho da imparare sulle sue tradizioni. A seguire cappelletti al ragù. Per chi voleva proseguire salumi e formaggi del territorio con piada, quindi frutti e dolci al cucchiaio.In abbinamento ottimo Sangiovese e Burson etichetta rossa, vino d.o.c. prodotto nella zona di Bagnacavallo (RA), che ha sostenuto la candidatura di Ravenna con l'uscita di una etichetta ad hoc. Al termine del pranzo una breve esibizione di ballerini di liscio da sala, e la classica immancabile "Romagna Mia", che ha fatto alzare in piedi più di qualcuno.
Il nostro itinerario era diviso in scene, come quelle di una commedia di teatro: 5 in tutto, più la conclusione in darsena. La prima scena si è svolta presso il CISIM di Lido Adriano (RA) - Centro Studi e Insegnamenti Mosaico - un edificio pubblico che all'interno ha 3 spazi distinti: una sala grande destinata ad ospitare spettacoli e/o concerti, una zona soppalcata che ospita la biblioteca e gli incontri, un ufficio dove ha sede il centro Informa Giovani.
Presenti al momento del nostro arrivo alcuni scolari, di etnie differenti tra loro, che si sono esibiti in un ballo con girotondo finale. Alle pareti ho notato della street art, che ho fotografato per voi. Al piano superiore un incontro con le comunità di immigrati.
Per la seconda scena "la danza degli opposti" ci siamo spostati al Mausoleo di Teodorico, dove ad attenderci c'era il SoundScaping di Fanny & Alexander: ottimo intermezzo, piacevole atmosfera rilassata in uno dei monumenti più suggestivi in città.
Al termine siamo tornati in centro storico, per "verso il mare aperto", dove abbiamo visitato Palazzo Rasponi dalle Teste in Piazza Kenendy, il luogo che diventerà "Casa di Europa" qualora si vincesse la candidatura. Presentato "Folla" di Luca Barberini, giovane mosaicista under 40, ai piani superiori, e a seguire un coffee break e qualche chiacchiera con i rappresentanti delle categorie giovanili nel giardino del palazzo.
Al termine performance dei giovani del Teatro delle Albe, che ci ha accompagnato fino a Piazza San Francesco dove ha avuto luogo l'incontro con i cittadini di Ravenna, attraverso i progetti messi in campo dopo Agorà 2014, dal quale sono emersi "Atmosfere di Arte Diffusa", Ravennopoli e il Festival Vegano (presentato tra il 3 e il 5 ottobre)
Ancora una volta la commissione si è dovuta cimentare in un compito in prima persona: un mosaico in movimento, con la posa di una tessera nel lavoro già quasi ultimato (una grande torta dedicata alla candidatura e all'Europa).
Per Ravennopoli abbiamo giocato con i dadi, le caselle riproducenti palazzi antichi, i figuranti in costumi realizzati dai cittadini sul fac simile di quelli storici, ecc.Ma il tempo vola, e si è fatto tardi, per cui abbiamo proseguito in direzione Canale Candiano, darsena di Ravenna, che i nostri ospiti hanno percorso in barca fino al ponte mobile e ritorno, per la quinta e finale scena "trasformo, dunque siamo".
Ad aspettarli circa 3 mila persone, chi a piedi, chi in bicicletta, chi in carrozzella, per arrivare fino all'ex tiro a segno, dove era stato predisposto un aperitivo di saluto. Grande folla, grande partecipazione, tanta passione. Purtroppo subito dopo il brindisi conclusivo ha cominciato a piovere piuttosto forte, e nel giro di poco la gente intervenuta all'evento ha cominciato a disperdersi. Mi sarebbe piaciuto avessimo potuto festeggiare con agio, a volte le nubi sono irrispettose anche della gioia dopo una lunga giornata di lavoro.
Ma nel nostro intimo abbiamo forte la convinzione di aver atto tutto quanto possibile per sostenere questa candidatura, ed ora non rimane che attendere fiduciosi: il 17 ottobre verso sera sapremo se le nostre energie sono state ben spese. In bocca al lupo a Ravenna, Captale Europea della Cultura 2019.

venerdì 10 ottobre 2014

Festa in darsena lunedì 13 ottobre 2014 a Ravenna (RA) #ra2019

Il prossimo 13 ottobre una delegazione della Commissione che sceglierà la Capitale Europea della Cultura 2019 sarà in visita a Ravenna. Ci troviamo in darsena alle 18.00 per fare festa : costruiamo insieme la più grande parata collettiva mai realizzata nel territorio per dire alla Commissione che siamo pronti per vincere la competizione. Una gioiosa rumorosa e immensa parata collettiva, per festeggiare insieme oltre cinque anni di lavoro: appuntamento alle 18 in testata, arrivo alle 19 all'ex Tiro a segno (con aperitivo): percorriamo tutti insieme quel tratto di banchina che si sta lentamente riempiendo di segni temporanei e non solo, metafora del cammino che ci aspetta nei prossimi anni. Il futuro che vogliamo inizia dalle piccole e grandi azioni quotidiane. L'Europa che vogliamo va creata tutti i giorni, a partire da oggi, attraverso un mosaico di culture che deve restare aperto e in movimento.Cittadini, istituzioni, associazioni, realtà culturali, economiche, sportive, di volontariato. Camminiamo insieme ai tantissimi che hanno contribuito alla candidatura presentando progetti, partecipando a riunioni, organizzando eventi, intervenendo a dibattiti, o anche solo attaccando adesivi, leggendo articoli, discutendo al bar. Camminiamo anche con i critici, con i dubbiosi e con tutti quelli che fino ad ora non hanno partecipato, perché la candidatura è di tutti. Camminiamo guidati dagli adolescenti della non-scuola del Teatro delle Albe: tamburi, musiche, cori, biciclette, balle di paglia, palloni da basket, volley, rugby. In cammino verso il 2019.

domenica 5 ottobre 2014

Festival Vegano a Ravenna fino al 5 ottobre 2014: la nostra photo gallery

Ieri sabato 4 ottobre 2014 abbiamo fatto un salto al Villaggio del Fanciullo, Ponte Nuovo, Ravenna (RA) dove è stato allestito il primo festival vegano in città, dal titolo dialettale "Vegan In Tla Muraia". 
Si tratta di uno dei tre progetti emersi quali vincitori ad Agorà 3.0, la tre giorni di partecipazione cittadina organizzata da Ravenna 2019 a sostegno della candidatura di Ravenna a Capitale Europea della Cultura, facente parte di Prove Tecniche Ravenna 2019.
Buon successo di pubblico, e qualche difficoltà a trovare parcheggio. Il festival si conclude oggi, offrendo attività fino alle  22.00, praticamente di tutti i tipi: mercato di prodotti alimentari, laboratori, spettacoli, degustazioni e conferenze, con il coinvolgimento di associazioni sportive, culturali, animaliste e per i diritti umani.
Nell'area palestra ho incrociato la sartoria creativa, I Colori di Alma,   monili fatti a mano di Sweetie and Stones Factory,  re-cycling belts, oltre che associazioni per la difesa dei diritti degli animali, nonché artisti locali quali Anna Tazzari con le sue ceramiche d'arte. 
Nell'area verde ho acquistato prodotti bio: particolarmente gustoso uno strudel al farro.  Nell'area relax ho assistito a dimostrazioni di yoga, reiki, shiatzu e altro ancora. Nell'area concerti era in corso l'esibizione di Hair Long Band, che vedete nella foto.
Una bella festa, partecipata e voluta dai cittadini, in parte finanziata da Ravenna 2019. 

venerdì 26 settembre 2014

Ravenna, Città Candidata a Capitale Europea della Cultura 2019: il rush finale. #ECoC2019 #Italia2019

Immagino che chi mi segue come blogger ormai lo sappia, ma ripeterlo non può far male: faccio parte del Social Media Team Ravenna 2019 dal febbraio 2014, quando lo Studio Giaccardi & Associati, dopo la pubblicazione della ricerca "Ravenna Brand Index" venne incaricato dallo Staff di Ravenna 2019 di selezionare un pool di esperti di comunicazione social per farne un Social Media Team da mettere a disposizione della corsa per la Candidatura di Ravenna a Capitale Europea della Cultura 2019. 
Siamo partiti in 10, fatto un corso di 40 ore di social strategy, abbiamo cominciato a produrre e condividere contenuti partecipando ad eventi e manifestazioni, spalmandoli sui canali social già aperti. Per chi non li conoscesse, ne abbiamo molti: FB - TWITTERYOU TUBE - INSTAGRAM - FLICKR - FOURSQUARE - PINTEREST. Penso possiate facilmente immaginare che tenerli aggiornati tutti possa essere impegnativo, ma noi  siamo piuttosto orgogliose di averlo fatto. Ho scritto al femminile perché siamo rimaste in 8, tutte donne, a fare parte di questa squadra.

Bellissima avventura, avvincente e coinvolgente. In questo giorni è andato online un video che riassume bene il nostro sentire rispetto alla competizione. Ve lo propongo qui: dateci un'occhiata! Noi ci abbiamo messo passione, tanta, e professionalità, tempo e creatività. La città la sentiamo partecipe insieme a noi, e questo ci rallegra.
Siamo arrivati al rush finale, le ultime impegnative tappe, eccole in elenco: 
- 1 ottobre ore 18.30 - Presentazione del dossier di candidatura in Municipio, Piazza del Popolo, Ravenna; 
- 13 ottobre 2014 dalle 12.00 alle 19.00 - La commissione giudicatrice sarà a Ravenna, e la accompagneremo in visita alla città e ai suoi dintorni, mostrando alcune significative realtà culturali, i protagonisti, i percorsi di candidatura, 
-17 ottobre 2014 - Una delegazione dello Stafff di Ravenna 2019 in compagnia del Sindaco presenterà a Roma il dossier elaborato per la candidatura. Nella serata si conoscerà l'esito finale della competizione.
Siamo affaccendate in mille impegni ma felici che il percorso stia giungendo al suo compimento. Negli ultimi anni, a Ravenna, abbiamo messo in campo tanta energia, da parte di cittadini, artisti e istituzioni in genere. Abbiamo puntato sulla creatività e dato un volto nuovo alla città, forti di un tessuto sociale fatto di grandi passioni che si esprimono attraverso innumervoli associazioni artistiche e/o culturali che creano, ciascuna a modo proprio, eventi e manifestazioni sempre più coinvolgenti. Grazie a tutti per aver saputo osare e aver guardato lontano, oltre il futuro dietro l'angolo per arrivare al 2019. Grazie a chi si è impegnato giorno dopo giorno negli ultimi sette anni lavorando a questo progetto, e grazie a chi ci ha raggiunto solo all'ultimo minuto. Grazie di aver cercato di superare le differenze, le barriere create dalle diverse appartenenze. Grazie per aver saputo lavorare a un progetto comune motivati dalla ricerca di un modo nuovo di vivere la città di Ravenna. Ora arriva la parte più bella, l'ultima appassionante salita verso il traguardo finale, noi non abbiamo il fiato corto, e voi? Da ottobre in avanti ogni giorno sarà fantastico, in attesa del 17: una piacevolissima discesa verso l'esito finale e la proclamazione della città vincitrice. Restate con noi! Da parte mia ho in serbo un ultimo bellissimo regalo per voi: dal 1 al 15 ottobre 2014 gestirò l'account Instagram @MyTurismoER di APT Emilia Romagna, per raccontare la candidatura oltre i confini della provincia di Ravenna, in un abbraccio simbolico a tutta la Regione Emilia Romagna. 


mercoledì 17 settembre 2014

"Passaggio a sud-est. Un ponte verso Oriente" a Bagnacavallo (RA) sabato 20 settembre 2014

Segnalo un progetto espositivo di respiro internazionale grazie al quale il Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo (RA) intende dare il proprio contributo alla corsa di Ravenna a Capitale Europea della Cultura 2019. #ra2019 
Sabato 20 settembre, ore 17.00, si aprono in contemporanea le mostre "Murat Palta. Cult Hollywood movies as Ottoman miniatures" e "Kiril Cholakov. Diario minimo balcanico". Le due mostre, insieme all'esposizione al pubblico della Donazione Giuseppe Maestri, fanno parte del progetto espositivo “Passaggio a sud-est. Un ponte verso Oriente” il cui sguardo spazia tra Ravenna e l'Oriente ottomano, passando naturalmente per i Balcani. 
Niente oggi più dell'ironica e sorprendente proposta del giovane illustratore turco Murat Palta, classe 1990, può raccontarci con quale sguardo un Paese dall'antica tradizione come la Turchia si affacci al contemporaneo. Il progetto artistico di Palta di illustrare alcune tra le più famose scene del cinema hollywoodiano come fossero miniature ottomane del 16° secolo è divenuto in breve un fenomeno mediatico, facendo letteralmente il giro del mondo. Dalla sua volontà di "intrecciare globale con locale, Oriente e Occidente, tradizionale col contemporaneo, aggiungendo un pizzico di umorismo" è scaturita una suggestiva serie di lavori che reinterpreta attraverso l'ottica di un miniatore del palazzo del Sultano, episodi tratti dalle più celebri pellicole e ormai passati nel nostro immaginario collettivo: Arancia Meccanica, Kill Bill, Alien, Quei bravi ragazzi, Shining, Il Padrino ed altri ancora. La mostra, curata da Diego Galizzi e Fabrizio Lollini, può essere un'occasione unica per scoprire più da vicino il concetto stesso di arte e di illustrazione libraria nel mondo islamico.
L'altra mostra ospitata al museo ci presenta i lavori del bulgaro Kiril Cholakov, un artista dalle grandi doti di sensibilità e lirismo. Al contrario di Palta, Cholakov punta a coinvolgerci emotivamente attraverso delicate visioni a monocromo costruite mediante flussi interminabili di parole che rivestono, come una nebbia, grandi tele bianche. I suoi sono frammenti di memoria che ritornano dopo anni di torpore, tracce di esistenze solitarie ed epiche, immagini di una terra di mezzo dove il protrarsi e il ritrarsi di grandi Imperi ha sedimentato un paesaggio del ciò-che-rimane.
Il ricco cartellone del museo bagnacavallese si completa con l'esposizione all'interno di tre sale appena riaperte al pubblico della donazione Giuseppe Maestri, da poco acquisita nelle collezioni museali. L'opera del compianto incisore di Sant'Alberto ci introduce in un mondo onirico e sospeso, che presentandoci la sua “Ravenna sognata” ci trasporta inevitabilmente in una dimensione dall'atmosfera vibrante di colori, decoratività e ritmi musicali. Un'atmosfera, insomma, orientale e costantinopolitana.
Le tre mostre del progetto “Passaggio a sud-est” inaugureranno sabato 20 settembre alle ore 17 e resreranno aperte fino al 23 novembre 2014. Saranno presenti gli artisti Murat Palta e Kiril Cholakov. A seguire concerto nel chiostro a cura del Collegium Musicum Classense con musiche ispirate all'oriente. Possiamo mancare? Nel puzzle che ho inserito una visita guidata al museo in occasione di #invasionidigitali 2014.

mercoledì 13 agosto 2014

Degustazioni in ordine sparso in terra di Romagna, Italy.

Ci sono luoghi in cui non mangi solo ottimo cibo ma grazie ai quali entri in contatto con la storia e le tradizioni di un territorio. Nel mio girovagare su e giù per la Romagna ne ho incontrati tre che mi sono rimasti nel cuore, oltre che tra le papille gustative.
“La Sangiovesa”  è ubicata in un antico palazzo del ‘700, Palazzo Nadiani, acquistato nel 1990 dalla famiglia Maggioli. Si trova nel cuore del borgo di Santarcangelo di Romagna, presenta un insieme armonico, caratterizzato da sale con volte a botte e a crociera, con solai dalle grandi travi sovrastanti, muri in sasso e pietre scheggiate. Visibili in questo luogo i segni del passaggio e dell'influenza di Tonino Guerra, poeta santarcangiolese di nascita, famoso in tutto il mondo anche come sceneggiatore. Sue le stufe che impreziosiscono gli ambienti de "La Sangiovesa", e suoi i disegni e i versi sulle tovagliette dell'osteria. Tra le altre cose a pochi passi dall'osteria ho visitato il museo "Nel mondo di Tonino Guerra", un magnifico tuffo nella creatività. Amabile, molto amabile la ceramica della giunonica donna "La Sangiovesa" che ricorda molto da vicino i bei film di Federico Fellini, di cui Tonino Guerra fu prezioso collaboratore. Belli alle pareti i piatti in ceramica, le caveje, gli attrezzi della cultura contadina romagnola. Mi hanno fatto accomodare in un “tavolo comune” come spesso accade in Romagna quando si viaggia soli e per lavoro, insieme a una coppia di bolognesi che mi hanno fatto da consiglieri, essendo loro clienti abituali del locale. Tagliere di salumi e tagliere di formaggi con piadina calda, accompagnati da un sanguigno calice di Sangiovese e per finire, anche se la dieta non me l'avrebbe concesso, un tris di dolci della casa.  
 Esperienza gustativa di grande valore, pur vivendo in Romagna ormai da 20 anni posso dire che ....... i piatti semplici diventano eccezionali se le materie prime sono di assoluto pregio, e qui lo sono. Vengono proposti prodotti della Tenuta Saiano, nel cuore della Valmarecchia, a pochi km di distanza dall'osteria, dal produttore al consumatore, per la delizia del palato. Ho consumato con piacevolezza il lardo, una tentazione "suina" d'altri tempi: salatura in vasca, a riposo per alcuni giorni, erbe aromatiche e spezie, poi pressa naturale. Si scioglieva in bocca, delizioso. 
Medesima atmosfera assolutamente “romagnola” per la Casa delle Aie, che sorge nel verde della pineta di Cervia-Milano Marittima, anticamente utilizzata dai pignolari per la raccolta delle pigne. Essi la ottenevano in affitto dal Comune e la utilizzavano quale dormitorio e magazzino per lo stoccaggio del prezioso pinolo di pineta, che un tempo era preziosa fonte di reddito. Nel 1785 un incendio rase quasi al suolo la Casa delle Aie, che venne ricostruita grazie ad un progetto dell'architetto Camillo Morigia, il medesimo architetto che a Ravenna ha curato l'allestimento della Tomba di Dante, così come la modifica della facciata di Santa Maria in Porto, ed altro ancora. La costruzione è su due piani: al piano terra un tempo c'era la "camera del fuoco" che veniva utilizzata per schiudere le pigne, oggi troviamo le sale ristorante, anche nella zona porticata, che è stata verandata e resa accogliente grazie a potenti stufe termiche.
Ai piani superiori sale che vengono prenotate per gruppi, molto accoglienti, simili ad un museo etnografico, ospitano pezzi della tradizione della cultura popolare romagnola (bici, intrecci con canne di fiume, caveje, ecc) Fateci un salto se siete al piano inferiore: meritano una foto. Non è possibile effettuare prenotazione, dalle 19.00 si forma una coda davanti al locale, che viene gestita simpaticamente da personale esperto. Il servizio ai tavoli è celere, una volta seduti si mangia nel giro di pochi minuti: una delizia per gli occhi e per il palato le nostre portate: tagliolini agli stridoli, cappelletti al ragù, coniglio alla cacciatora e salame ai ferri con contorno di patate. La piada è arrivata in tavola ancora fumante, le carni cotte a puntino e ancora ben calde, come accade di rado in altri contesti, anche stellati. Piatti della tradizione, pasta tirata al mattarello, ingredienti a km zero (come gli stridoli che sono erbe spontanee da queste parti), atmosfera rilassata. 
E per finire voglio citare un locale che frequento più degli altri due perché si trova in centro storico a Ravenna: la Ca' de Ven.  I piatti sono quelli della tradizione, la cottura è ineccepibile, il servizio ai tavoli è curato, il prezzo adeguato, ma ciò che fa la differenza ancora una volta è l'atmosfera che vi si respira. 
Ca' de Ven sorge nel quattrocentesco Palazzo Rasponi; le decorazioni, insieme all'aspetto complessivo interno del locale,  risalgono invece al periodo 1850-1880. Pranzo e/o cena in questo locale sono sinonimo di convivialità romagnola semplice e casalinga, ma anche di presenza di ospiti internazionali (i turisti non mancano mai, di tutte le età, in tutte le stagioni dell'anno). Bello perdersi tra i locali della Romagna autentica! Questo post è stato pubblicato in Parlami di TER, grazie amici che mi seguite così affezionati e numerosi.

sabato 5 luglio 2014

"Notte Bianca Digitale" giovedì 10 luglio 2014 #invasionidigitali #NBTW

Torna anche quest'anno la "Notte Bianca Digitale" giovedì 10 luglio 2014 dalle 20.00 alle 2.00. Chi desidera partecipare a questa pacifica rivoluzione culturale, armato di cellulare, macchina fotografica e/o tablet, può condividere foto e video utilizzando l'hashtag ufficiale #NBTW seguito dall'argomento specifico scelto tra i seguenti: literature, music, art, travel, food. L'evento è organizzato da #invasionidigitali. Nel corso della notte ci viene chiesto anche di immortalarci con il cartello "La cultura non dorme mai", scaricabile qui, e di postare la foto con il solito hashtag, al fine di realizzare in seguito un puzzle collettivo.
Per quanto concerne la città di Ravenna, a sostegno della candidatura di Ravenna Capitale Europea della Cultura 2019 vi chiedo di postare foto e/o video utilizzando gli hashtag seguenti: #NBTWtravel, #ravenna, #ra2019. Grazie mille splendidi amici virtuali, racconteremo in questo modo tanti angoli della nostra bella città, contribuendo a farla conoscere in Italia e nel mondo. Inserisco una foto relativa al Mausoleo di Teodorico, uno degli 8 monumenti UNESCO della città di Ravenna.

lunedì 16 giugno 2014

"Transiti - Residenza d'Artista verso il 2019" al MCZ di Faenza (RA) dal 24 al 30 giugno 2014

"Transiti-  Residenza d’Artista verso il 2019"  è il progetto che la città di Faenza propone nell’ambito di “What if?”, la piattaforma di eventi, coordinata da Ravenna 2019, che coinvolge le città e i territori che sostengono la candidatura a Capitale Europea della Cultura, in una sorta di “prova generale” per il 2019.
Faenza interpreta così le visioni tracciate da Active Hosting for Europe! e Transiti,  i due progetti inseriti nel Dossier di Candidatura di Ravenna 2019, sviluppando un’idea di residenza d’artista in cui il passaggio degli artisti a Faenza sia un transito in grado di coinvolgere attivamente la città, un “attraversamento” capace di lasciare una traccia e di lanciare uno spunto di riflessione, una domanda, uno stimolo creativo. 
Per la tappa faentina di “What if?”,  il Museo Carlo Zauli, in stretta collaborazione con il Comune di Faenza, il Comitato Faenza per Ravenna 2019 e il Museo Internazionale delle Ceramiche, organizza la Residenza d’Artista 2014, dal 24 al 30 giugno 2014,  con l’artista visivo Patrick Tuttofuoco, italiano, classe 1974, residente a Berlino, e la designer Natascia Fenoglio, docente alla NABA di Milano e con un interesse particolare nel campo del Food Design.
Proseguendo nella linea identitaria delle residenze d’artista attivate dal MCZ fin dal 2003, questa coppia inedita tra arte e design sarà chiamata a confrontarsi con la ceramica, materiale con cui solitamente nessuno dei due lavora. L’idea da cui partire sarà quella di lavorare sull’interpretazione del volto dell’altro, creando delle maschere sottili in porcellana che verranno poi trattate e colorate con le tecniche classiche della ceramica.
Il risultato della residenza sarà poi esposto in una mostra prevista per l’autunno 2014.
Gli artisti lavoreranno insieme a due studentesse provenienti dalla National Academy of Arts, Sofia (Bulgaria), attualmente in Erasmus all’ISIA, a due studenti del Liceo Artistico Ballardini e a una studentessa dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, partecipante al Corso per Curatori organizzato dal MCZ.
Ad affiancare Patrick Tuttofuoco, oltre alla ceramista Aida Bertozzi, è stata invitata nel ruolo di assistente l’artista svedese Eszter Imre, ceramista e designer recentemente selezionata per questa occasione nel concorso Open to Art, organizzato da Officine Saffi Milano, con la collaborazione di MCZ e MIC. In questo modo, il lavoro avrà un ulteriore livello di approfondimento portato dalla dimensione europea dei partecipanti (artisti e studenti). 
Nella logica del coinvolgimento della città, parallelamente al lavoro di residenza all’interno degli spazi del MCZ, saranno organizzati diversi momenti di attività, incontro/confronto, laboratorio, visite guidate, rivolti ai bambini, alle scuole, alla comunità artistica e creativa del territorio e a tutta la cittadinanza. 
Inoltre, tale coinvolgimento sarà davvero attivo grazie alla collaborazione con l’Associazione Gemellaggi Faenza: gli artisti in residenza, infatti, saranno ospitati nelle case di alcuni faentini, creando una relazione insolita e arricchente per entrambe le parti. L’Associazione Gemellaggi è coinvolta anche in quanto partner di un Progetto Europeo, di cui la città di Gmunden (gemellata con Faenza) è capofila: dal 10 al 22 giugno, cinque studenti faentini partecipano infatti al progetto Do Art Youself (nell’ambito del Programma Europeo Gioventù in Azione), confrontandosi a Gmunden con altri studenti e artisti provenienti da tutta Europa sul tema del senso e della funzione dell’arte e sulle diverse “storie dell’arte”, nazionali ed europea, lavorando insieme ad artisti e creativi anche in workshop pratici. Al loro ritorno, i cinque ragazzi saranno coinvolti a diversi livelli all’interno della residenza, portando la loro esperienza e rafforzando così la dimensione europea del progetto.

sabato 7 giugno 2014

"Festival delle Culture" edizione 2014: la mia photo gallery

Cosa ho fatto ieri? Tutto il giorno impegnata a seguire gli eventi che si sono succeduti per il "Festival delle Culture" edizione 2014, in compagnia del Social Media Team Ravenna 201 9.  
Per cominciare la mattina alle 9.30 in Sala Forum presso la circoscrizione seconda del Comune di Ravenna, in via Berlinguer  11, si è svolto il seminario dal titolo: "Investire sulla diversità: la ricchezza delle differenze. Politiche regionali e locali a confronto". Alla presenza delle autorità cittadine, è stata presentata la ricerca realizzata in Emilia Romagna nel 2013 per il monitoraggio dei Centri Interculturali: interessante ed istruttiva.
La festa vera e propria però è iniziata in Piazza San Francesco alle 17.00: mai vista la piazza tanto affollata di colori, non solo per via dei palloncini, ma per la presenza di tante etnie diverse. L'organizzazione è stata frutto di un percorso partecipato gestito dall'associazione Villaggio Globale.
Mi sono accomodata sugli scalini del Palazzo della Provincia per fotografare la breakdance dei Lasagna Style, seguita dai balli latino-americani e dalla pizzica del centro Giovani Quake e Ravenna Studenti. 
Ad ogni performance la "fiumana" umana si spostava da un angolo all'altro della piazza, come se fosse la cosa più naturale al mondo, mai visto una folla colorata tanto composta.
Foto da urlo e grande soddisfazione per la sottoscritta che è riuscita a cogliere attimi di sospensione in volo per il gruppo del parkour dei Ravenna Shine. In prima fila tra il pubblico l'assessore all'immigrazione Martina Monti, che si è lasciata "scavalcare" dai ragazzi del parkour con grande disponibilità e simpatia.
E poi ancora giocolieri, balli folk e, per finire, una fiumana umana che da Piazza San Francesco, con musica a volume alto, altissimo, si è diretta verso Artificerie Almagià in zona darsena, dove di lì a poco la festa è ripresa con mercatino artigianale, ristorantini etnici per le degustazioni in banchina, concerti, mostre e, soprattutto, intercultura.
Sì......... "intercultura" è un bel neologismo, cosa ne dite?

venerdì 2 maggio 2014

"Invasioni Digitali 2014" alla Biblioteca Classense di Ravenna (RA)

Mercoledì 30 aprile 2014 abbiamo invaso con successo gli spazi della Biblioteca Classense di Ravenna (RA). L'iniziativa #invasionidigitali nasce in Italia grazie a Fabrizio Todisco e quest'anno, nel periodo 24 aprile - 05 maggio, le invasioni programmate sono più di 300 in Italia.
Si sono mobilitate istituzioni, associazioni, ma anche semplici cittadini amanti dell'arte e della cultura che credono nel potere della rete di amplificare un messaggio che sostanzialmente dice che la cultura va liberata dalla burocrazia, i musei e i siti culturali in genere debbono diventare accessibili a quante più persone possibile, anche semplicemente dal punto di vista digitale.
Ed ecco che le immagini, il cinguettio, i video degli utenti deii social media si trasformano in tante pillole di cultura che fanno in sostanza il giro del mondo. A Ravenna l'invasione è stata programmata da Lidia Marongiu di Studio Giaccardi & Associati, con la collaborazione del Social Media Team Ravenna 2019 per il progetto Ravenna 2019  Hanno partecipato circa una trentina di persone: in prima fila i volontari di VIRA 2019, @ig_ravenna e tanti cittadini e cittadine che se la sono sentita di condividere una esperienza di visita guidata e condivisione di immagini e/o parole tramite i canali social.
Abbiamo fatto un buon lavoro: raccolto tantissime impressioni, immagini e video colle quali abbiamo invaso la rete. In particolare sono rimasta personalmente soddisfatta nel vedere un'immagine dei magazzini della Biblioteca Classense di Ravenna ritwuittata anche in Australia  Fantastico!
Non appena entrati siamo saliti al piano nobile della Classense, guidati dalla direttrice dott.ssa Claudia Giuliani, la quale è stata per noi una splendida padrona di casa. Forse non tutti sanno che la Classense è di fatto una istituzione, che comprende non solo la biblioteca oggetto della nostra invasione, ma anche il museo Dantesco, il museo del Risorgimento e l'Emeroteca.
La costruzione della Classense ebbe inizio nel 1512 e proseguì per oltre tre secoli, facendo della Abbazia camaldolese in cui si trova la biblioteca uno dei più grandi e maestosi monumenti dell'Ordine Camaldolese.
Questo è il motivo della ricchezza e della varietà delle collezioni in essa conservate: opere a stampa antiche e moderne, manoscritti, incisioni, fotografie, documenti d'archivio, mappe, materiale multimediale. In tutto la collezione assomma a 800 mila unità circa.
Una rampa di scale ci ha portati al II piano, dove abbiamo invaso l'Aula Magna, con una splendida libreria lignea, realizzata dall'abate Pietro Canneti su progetto del Soratini.
Fantastico poter fotografare i decori, gli stucchi, le scansie lignee, i mappamondi del Coronelli, un dipinto del Mancini, e molto altro ancora. Bellissimo ambiente, grande stupore che si rinnova ogni volta che ci torno (spesso l'Aula magna ospita esposizioni temporanee)
Ma grande è stata la mia meraviglia quando ci hanno comunicato che saremmo saliti anche nelle Sale delle Scienze e delle Arti, dove l'accesso è solitamente non consentito per problemi di sicurezza.
Si tratta di stanze realizzate da Camillo Morigia, che ospitano le raccolte bibliografiche post soppressioni napoleoniche e le collezioni private di Corrado Ricci e Leo Olschki.
Un vero e proprio tuffo nella storia! Emozionata ho fotografato il busto di Teresa Gamba Guiccioli, fronte e retro, un modellino della Tomba di Dante realizzata anch'essa dall'architetto Camillo Morigia, e molto molto altro ancora.
Grazie di cuore alla dott.ssa Giuliani che ha aperto le porte di questa istituzione alla nostra pacifica invasione! Chissà cosa avrebbero pensato i monaci camaldolesi di noi moderni: forse un po' indisciplinati, ma animati da buone intenzioni. Spero bene, anzi ne sono quasi certa.
A conclusione foto di gruppo nel chiostro grande della Biblioteca Classense di Ravenna e un arrivederci al prossimo anno, sempre più numerosi con #invasionigitali.