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sabato 6 aprile 2019

"La Torrazza": splendido heritage tra Ravenna e Lido di Dante (RA)


Ci siete mai stati? La Torraccia, completata probabilmente nel 1670, è quanto resta della torre litoranea di avvistamento che, all’epoca della costruzione, si trovava presso l’imbocco portuale attivo a sud di Ravenna chiamato "Candiano": dopo anni di abbandono, oggi presenta condizioni strutturali critiche e prossime alla definitiva compromissione. Vi si accede percorrendo la strada che da Ravenna va verso Lido di Dante, con svolta a destra all'altezza di azienda agricola Torraccia, via Marabina 153Ravenna (RA). Si tratta di una carraia con indicazione Villa Berta. 

La zona circostante in primavera presenta un panorama di grande suggestione e bellezza. Siamo convinti dell'importanza storico-monumentale rappresentata dalla “Torraccia" o "Torrazza”, una delle rare testimonianze architettoniche del passato ancora reperibili sul territorio classicano, che si vorrebbe poter valorizzare nel contesto di percorsi trekking, cicloturistici e/o ippoturistici. Se ne avete l'opportunità, vi consigliamo vivamente un sopralluogo. Noi ci siamo stati oggi, in una mattinata di autunno, in cui non mancava una lieve foschia, ma voi se potete visitatela in primavera. Ne rimarrete catturati! Sul nostro canale You Tube potete trovare un video girato sul posto. Enjoy!

giovedì 8 novembre 2018

In visita alla Pieve di San Zaccaria a Ravenna (RA) con "Collegium Musicum Classense"

Amate scoprire le Pievi? Oggi vi porto a conoscere la Pieve di San Zaccaria, situata a 18 km circa da Ravenna. La Chiesa di San Romualdo a San Zaccaria (RA) si trova sul Dismano (SS 71), un percorso viario rettilineo che sin dall'antichità mette in comunicazione Ravenna (in particolar modo l’antico abitato di Classe) con Cesena, attraversando quel tratto di pianura, posta fra i fiumi Savio e Ronco, che convenzionalmente possiamo chiamare "territorio Decimano".
Questa vasta area fu anticamente interessata dalla pianificazione dei territori agricoli grazie ai romani che, in età repubblicana, procedettero alla cosiddetta “centuriazione” e, successivamente, nell'alto medioevo, entrò a far parte delle proprietà della Chiesa di Ravenna, che la suddivise in diversi distretti, ognuno dei quali controllato da una Pieve. Spesso unica traccia della presenza del cristianesimo nei territori rurali, le Pievi dell'agro romagnolo, la cui costruzione va collocata in genere nell'alto medioevo, sono caratterizzate da una architettura ripetitiva che solo raramente si distacca da schemi ricorrenti, ispirati al modello dell'edilizia urbana ravennate del V e VI secolo.

Ho fatto visita alla Chiesa di San Bartolomeo a San Zaccaria (RA) in occasione di un evento, organizzato dall'associazione Collegium Musicum Classense, coinciso con la locale Festa Paesana, che cade ogni anno la prima domenica del mese di ottobre. A condurre la visita guidata era Vanda Budini, splendida ambasciatrice della storia ravennate, che ci ha ammaliato con dettagli storici frutto della propria grande ricerca archivistica ma anche di esperienze personali dirette in loco.  
La Pieve di San Zaccaria, com'è arrivata sino a noi, d'antico conserva molto poco. Praticamente solo il campanile quadrato può farsi risalire attorno al Mille, tutto il resto è moderno, perché la chiesa fu ricostruita dalle fondamenta nell'anno 1746. Aveva tre navate, la mediana delle quali era sostenuta da colonne di mattoni, come in tutte le chiese coeve e di simile struttura. In origine la facciata di questa chiesa primitiva doveva guardare ad occidente, ma già nel 1613 essa era stata portata dalla parte del Dismano, ragione per cui non si parla in quell'anno di abside semicircolare. Per tre gradini si saliva all'altare maggiore, dietro il quale stava la sagrestia; nella navata di mezzogiorno era un secondo altare dedicato alla Madonna del Rosario, e tra la chiesa e la strada si trovava il cimitero parrocchiale. Sino a tutto il secolo XVII ed oltre alcuni monumenti d'alta antichità testimoniavano, all'interno, la nobiltà e la ricchezza passata della Pieve.
Oltre alla visita guidata, grazie alla splendida organizzazione di Collegium Musicum Classense, abbiamo potuto godere, a seguire, di un concerto di musica sacra. L'Ensemble Florum Flos, composto da Monica Sarti soprano, Enrico Scavo violone, Alessandro Casali clavicembalo, si è esibito  in un concerto dal titolo "Surge, o felix anima" dedicato al repertorio sacro del Seicento italiano. Ancora una volta, in terra di Romagna, una magnifica esperienza di vita.

mercoledì 28 febbraio 2018

"Fondazione RavennAntica": dal 3 marzo in vigore i nuovi orari di apertura a Ravenna (RA)

A causa dell’allerta meteo, si comunica che domani, giovedì 1 marzo e venerdì 2 marzo, i siti gestiti da RavennAntica in centro storico resteranno chiusi al pubblico. I nuovi orari di apertura entreranno in vigore da sabato 3 marzo e saranno i seguenti: Domus dei Tappeti di Pietra e Cripta Rasponi - Giardini pensili tutti i giorni 10 - 18.30, Museo TAMO dal lunedì al venerdì 10 - 18.30, sabato e domenica chiuso. Tariffe: Domus dei Tappeti di Pietra e Museo Tamo: € 4 intero, € 3 ridotto; Cripta Rasponi - Giardini pensili: € 2 intero, € 1 ridotto; Biglietto cumulativo per i tre siti: € 7 intero, € 5 ridotto. 

giovedì 18 gennaio 2018

In visita guidata al Cimitero Monumentale di Ravenna (RA)

Ravenna è città conosciuta nel mondo per la ricchezza dei mosaici bizantini, ma è anche luogo di sepolture illustri, lo sapevate? Possiamo cominciare citando il Re degli Ostrogoti, Teodorico, che fece costruire in città il proprio Mausoleo, oggi patrimonio Unesco, per poi proseguire con il tempietto detto "Tomba di Dante", collocato nella zona del silenzio della città, che commemora il Sommo Poeta Dante Alighieri, morto a Ravenna nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1321.

Prezioso, anche se meno conosciuto, è il Cimitero Monumentale della Città, pura essenza del Risorgimento ravennate, costruito su progetto dell'’ingegner Romolo Conti sul modello delle certose lombarde, con un interessante sistema di chiostri, celle e sale, in cui trovarono sepoltura tutti i grandi nomi della ricca borghesia nel corso dell'Ottocento.

La struttura architettonica presenta due piani sovrapposti, che ben si prestano a riflettere la divisione in classi sociali del tempo: sotto gli ampi porticati trovano spazio monumenti funebri che sono vere e proprie opere d'arte, di cui parlò anche Corrado Ricci, primo Soprintendente di Ravenna, nei suoi scritti. Al piano inferiore invece, nel sotterraneo illuminato dalla scarsa luce che penetra da finestre a forma di oblò, troviamo le sepolture di personaggi di classe inferiore, le cosiddette classi lavoratrici. 

Quale atmosfera si respira arrivando al Cimitero Monumentale? Direi di incantevole nostalgia e di silenzio; a soli 3 km circa dal centro città, affaccia sul canale Candiano una bellissima Certosa in mattoni rossi (a simboleggiare la terra), con un ampio giardino, adornata di decori in ceramica, collocati su ovali di colore blu (a simboleggiare il cielo), che incorniciano le alte volte a crociera e a botte del calpestio del porticato principale. 

Il Monumentale fu fatto costruire dal Comune di Ravenna a partire dal 1817 sul Canale Candiano, sulla strada che dal centro città porta fino al mare, in un'area immersa nella pineta. Si tratta di un luogo isolato, dotato di ampio parcheggio. Solitamente aperto dalle 6.30 alle 19 nei mesi con ora legale, in estate apre invece dalle 7 alle 18. Noi l'abbiamo visitato con accompagnamento di guida locale esperta, che ci ha deliziato del racconto dei dettagli per ogni singolo monumento. Per chi volesse darci un'occhiata, ho caricato un video sul profilo You Tube di Living Ravenna, che potete trovare qui

Dall’arcata principale, volgendosi a destra potrete da subito ammirare il busto di un illustre ravennate, Angelo Mariani, noto compositore e direttore d’orchestra, meritevole di aver portato per primo l’opera di Wagner in Italia.  

Sono stati in passato effettuati lavori di consolidamento e conservazione della struttura e nuovi fondi (circa 300 mila euro) risultano essere stanziati dal Comune di Ravenna per l'anno 2017, andando i lavori a cominciare nel 2018. Non ci resta altro che augurarci che i lavori prevedano anche la tinteggiatura dei soffitti a volta, che risultano attualmente compromessi, così come la pulizia dei marmi di alcuni monumenti di maggiore pregio artistico. La visita è assolutamente consigliata e, se effettuata con accompagnamento di guida locale esperta, permetterà di cogliere i caratteri identitari del luogo, risultando più interessante.

sabato 6 gennaio 2018

"Luna": spettacolo di videomapping a Ravenna (RA) fino al 7 gennaio 2018

Ci siete stati? Ultimi giorni per assistere allo spettacolo di video mapping "Luna", organizzato dal Comune di Ravenna nell'ambito della manifestazione "Ravenna In Luce", dal 21 dicembre al 7 gennaio 2018 in Piazza Kennedy, sulla facciata del Palazzo Rasponi Murat, a Ravenna. 
Orari della manifestazione: dalle 18 alle 22, tutti i giorni, all'aperto e senza biglietto a pagamento. A rallegrare la piazza quest'anno ci pensa anche una bella pista di pattinaggio, a disposizione di giovani e adulti tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 24. Il biglietto di ingresso alla pista costa 7 euro a persona. 
Palazzo Rasponi Murat, costruito nel XV secolo da Giovanni Balbi, è tra i più antichi della città, sebbene le parti originarie superstiti siano limitate. La struttura massiccia, il basamento a scarpata, e gli imponenti barbacani superiori conferiscono un aspetto caratteristico, solo parzialmente rimodernato dagli interventi successivi. Dopo i Balbi, il palazzo passò ai Rasponi (1658), qui trasferitisi dalla loro precedente dimora, e poi via via a vari altri proprietari, tra i quali il conte Marco Fantuzzi (1740-1806), eminente studioso, archivista e storico ravennate che nel 1775 affidò la risistemazione di un’ala dell’edificio al giovane Camillo Morigia, che si occupò anche della costruzione del portale antistante, d’ingresso a quello che fu il giardino esterno del palazzo stesso.
L’edificio tornò poi ai Rasponi grazie all’acquisto di Giulio, sposatosi nel 1825 con Luisa Murat, figlia del re di Napoli Gioacchino e di Carolina, sorella di Napoleone. Forse in previsione del matrimonio, già intorno al 1820 Giulio fece allestire, nei locali superiori dell’ala affacciata sull’odierna piazza Kennedy, un ricco ‘appartamento neoclassico’ le cui decorazioni furono affidate ad artisti di fama internazionale. La dimora divenne importante salotto di idee liberali e patriottiche: nei primi decenni dell’Ottocento, Giulio aveva già ricoperto molte e importanti cariche pubbliche. Le decorazioni interne, per lo più settecentesche e ottocentesche, sono ben preservate; nelle volte del piano terra si riconoscono le strutture a ombrello, probabilmente risalenti ancora al primo Cinquecento.
L’edificio vanta una collezione di arredi, cimeli e opere d’arte impressionante, specie nell’appartamento ‘neoclassico’. Un valore aggiunto è rappresentato dalla biblioteca privata del palazzo, allestita dai Rasponi nei secoli e tuttora conservata. Il palazzo è attualmente proprietà privata, non accessibile al pubblico, neppure per visite guidate a pagamento. All'interno conserva opere di Andrea Appiani (1754-1817), Tommaso Minardi (1787-1871), Jean-Baptiste Joseph Wicar (1762-1834), Pietro Piani (1770-1841), Filippo Agricola (1776-1857), e altri ancora.  

venerdì 5 gennaio 2018

"MiRaggi": videomapping firmato Apparati Effimeri a Ravenna (RA)

Si è già concluso l'evento dedicato al videomapping, organizzato dal Comune di Ravenna sulla facciata della Basilica di San Giovanni Evangelista, in zona stazione a Ravenna (RA). A me è piaciuto parecchio, per cui vi propongo una carrellata di immagini e video.
"MiRaggi", firmato Apparati Effimeri da Bologna, si è svolto dal 29 dicembre al 1 gennaio, in orario serale. Ha portato un po' di luce e di musica in una zona della città da molti considerata, a torto o a ragione, problematica. Qui potete godere di un video da me realizzato e caricato sul profilo instagram di Living Ravenna. 

La basilica di San Giovanni Evangelista fu fatta costruire dall'imperatrice Galla Placidia nel V sec. Pare che la costruzione sia legata ad un voto fatto nel corso della traversata che da Costantinopoli conduceva l'imperatrice Galla Placidia a Ravenna nel 424; durante tale traversata vi fu un nubifragio, in tale occasione l'imperatrice promise che avrebbe eretto una chiesa qualora si fosse salvata insieme al fglio Valentiniano III, destinato alla successione alla guida dell'Impero Romano di Occidente. La chiesa nel Medioevo divenne monastero dei monaci benedettini, e nel '300 fu restaurata seguendo il gusto gotico, di cui resta tesimanianza nel portale. Purtroppo nel 1944 venne gravemente danneggiata dai bombardamenti aerei. 

Si sono persi i mosaici dell'abside, mentre rimangono esposti alle pareti della chiesa bellissimi frammenti della pavimentazione del 1213. Questi  mosaici di epoca medioevale narrano, secondo la ricostruzione fattane dagli storici, di una bellissima storia d'amore, una specie di Odissea medioevale, in cui vi è un uomo guerriero, partito per una crociata, che ritorna a casa incolume e riabbraccia la sua innamorata. La vicenda è accompagnata da due registri: da un lato di animali e dall'altro di fiori, a simbolizzare la natura umana con i suoi pregi e i suoi difetti. I mosaici sono di sicuro pregio, e la chiesa nel suo insieme è ben conservata. Potete trovare aperto tutti i giorni dalle 7.30 alle 18.30 ad ingresso gratuito da via Carducci, Ravenna (RA). 

lunedì 4 settembre 2017

"Musei Sonori": Abbazia di Pomposa (FE), 15 settembre 2017

Anche quest'anno parte da Pomposa (FE) la rassegna musical/culturale promossa dall'Associazione Collegium Musicum Classense, dal titolo "Musei Sonori",  in collaborazione con APE. In programma venerdì 15 settembre 2017 alle ore 21 "Hercules Dux Ferrariae - un concerto per il Duca di Ferrara". Dalle ore 20.30 sarà possibile visitare la Cripta dell'Abbazia di Pomposa e successivamente vi intratterremo con il concerto. Si tratta di un concerto di musica sacra rinascimentale, a cura del Conservatorio di Ferrara, concerto realizzato in collaborazione con Associazione Pomposa Eventi.
Esecutori: AMINTA VOCAL ENSEMBLE
Soprani Cecilia Cenacchi, Elisa Mazzella, Arianna Melato, Anna Vandelli
Contralti: Ginevra Benedetti, Yindi O’Connell, Sara Tinti,
Tenori: Mario Brucato, Nicola Carli, Enrico Dolcetto, Nicola Petralito
Bassi: Giulio Arnofi, Alberto Ibba, Giovanni Loche, Francesco Zaccanti
Organista Alessandro Casali
Trombone rinascimentale Rita Zamboni
Maestro direttore e concertatore Maria Elena Mazzella
Programma: J. Desprez, Missa Hercules dux Ferrariae e J. Ockeghem Missa. Ingresso libero

domenica 7 maggio 2017

Visita alla Rocca di Bagnara di Romagna (RA)

La nostra visita guidata alla Rocca di Bagnara di Romagna (RA) ha avuto luogo sotto una pioggia leggerea, in un pomeriggio di maggio, in compagnia di Alessandra Catania, organizzatrice dell'evento, e dei ragazzi di Radio Sonora. 
In tutta la pianura romagnola, la Rocca di Bagnara di Romagna resta l'unico esempio di castrum medievale integralmente conservato. L'intero sistema difensivo comprendente la rocca, il muro di cinta ed il fossato sono perfettamente visibili anche ai nostri giorni. Belli da vedere e bello da fotografare. 
Le mura sono ancora oggi costeggiate, nella parte interna, dai quattro terragli, le vie sopraelevate che servivano da avvistamento e anche come prima difesa della rocca. Sulle mura (originariamente alte cinque metri) erano situati sei bastioni, destinati ad ospitare i soldati con compiti di avvistamento e di difesa. Originariamente il fossato (familiarmente chiamato dagli abitanti "le Fossa") era profondo dai quattro ai sei metri; l'acqua che lo alimentava veniva dal Rasena, il ramo del Santerno, che scorreva pochi km a sud del paese.
A partire dal XVII secolo le Fossa, che non svolgevano più la funzione difensiva, furono utilizzate dalle lavandaie. Il prosciugamento del fossato fu deciso nel 1738. Al castello si accedeva attraverso un'unica Porta. Nell'Ottocento, essendo l'unico accesso divenuto insufficiente, si praticarono altre tre aperture carrabili. In seguito all'ultima guerra le Mura andarono quasi completamente distrutte, che resero necessari importanti lavori di restauro.
La Rocca è stata restaurata nel 2008 per essere destinata a fini museali. Elementi di notevole interesse sono il mastio, il cortile centrale (restituito all'aspetto rinascimentale), che spesso opsita concerti nelle calde serate estive, le loggette, le cantine (dove attualmente è collocata una mostra dedicata agli strumenti di tortura di epoca medioevale), la sala consiliare al pianterreno (adornata da otto bei dipinti d'arte bolognese del Seicento e del Settecento), dove vengono celebrati dal sindaco i matrimoni civili, ed alcuni ambienti interni con soffitti lignei originali.
Nella giornata di oggi è stato per noi possibile percorrere l'intero perimentro esterno, inoltre salire e scendere le strette scale a chiocciola che conducono alle torrette. Se desiderate replicare la nostra esperienza, munitevi di scarpe comode, essendo gli scalini molto stretti. Una curiosità: i piedi erano più piccoli perchè uomini e donne in epoca medioevale presentavano altezze che variavano tra 140 cm e 160 cm. Chi l'avrebbe mai detto? Si narra che Caterina Sforza, che qui visse, fosse alta 1.58 e per questo svettasse su guardie che avevano un altezza media di 1 metro e 40 cm.
In tutta la pianura emiliano-romagnola Bagnara di Romagna resta l'unico esempio di "castrum" medievale tuttora integralmente conservato. L'intero sistema difensivo fu approntato in origine nel 1354 da Barnabò Visconti, dopo che questi aveva conquistato la località. Il castello rispecchia ancora oggi il sistema difensivo originale, peraltro rafforzato sotto la signoria dei Manfredi e completato per volere di Caterina Sforza alla fine del XV secolo. All'interno del mastio è presente una bella mostra dedicata alla figura di Caterina Sforza.
 Se desiderate vedere il borgo popolato e festante, invaso da migliaia di visitatori, non vi resta che visitarlo in occasione di Popoli Pop Cult Festival, manifestazione che si svolge ogni anno a cavallo tra giugno e luglio, che raccoglie molto successo di pubblico. Potete trovare il nostro storytelling pubblicato qui per la edizione 2014 del festival. Per altre info visitate il sito

domenica 30 aprile 2017

"Invasioni Digitali 2017": Palazzo San Giacomo a Russi (RA)

Invasione digitale compiuta con successo sabato 29 apriel 2017 a Palazzo San Giacomo, via Carrarone Rasponi, Russi (RA). Più di 100 gli iscritti a partecipare. Una bella atmosfera di festa in un palazzo di notevole pregio artistico, che merita di essere conosciuto e valorizzato. 

Si tratta di un monumento che sorge a 2 km dal centro di Russi, sull'argine destro del fuime Lamone, poco distante dalla Villa Romanai di Russi (RA), sito archeologico di notevole interesse. Ancora incerta la data esatta della sua prima costruzione. Dal XV al XVI sec fu monastero dei canonici di Santa Maria in Porto. Acquistato nel 1664 dal Conte Guido Carlo Rasponi, fu sottoposto ad ampliamento e divenne residenza di villeggiatura estiva della nobile famiglia ravennate.

La facciata dell'edificio, comprese le due torri laterali, misura metri 84,50 di lunghezza, nel piano centrale i piani sono tre, mentre sono cinque nelle torri laterali: una tipologia architettonica che ricorda il Palazzo dei Farnese a Colorno (PR) e il Palazzo Ducale degli Estensi a Modena. Molti i visitatori che definiscono Palazzo San Giacomo "la Versailles di Romagna". 
Sono 5 i pittori provenienti da Roma che lavorarono a Palazzo San Giacomo: Philip Jakob Worndle (figure), Ercole Sangiorgio (paesaggi), Giuliano Roncallli (quadrature), Cristof Worndle (figure) e Andreas Kindermann (fiori). Le decoazioni interne vennero completate intorno al 1750 da pittori di scuola bolognese: Mariano Collina (figure), Giovan Battista Sandoni. La decorazione degli interni costituisce, nonostante le menomazioni subite, forse il più vasto ciclo pittorico che sia giunto fino a noi, in Romagna, dal Sei e Settecento.  

Nonostante il palazzo abbia subito numerosi interventi di consolidamento e restauro grazie a fondi pubblici e privati, necessiterebbe ancora di molte cure. Ieri abbiamo percorso il piano terra e il primo piano, ancora calpestabili, senza difficoltà. Più difficile la situazione ai piani superiori, per accedere ai quali le scale necessiterebbero di essere messe in sicurezza: il secondo piano e la torretta mostrano tutti i segni del degrado causato dal tempo che scorre inesorabile. 

E' risultato il monumento più votato a livello di regione Emilia Romagna per il V censimento "I luoghi del cuore" a cura del FAI, Fondo Ambiente Italiano. Molto attiva per la valorizzazione del sito l'Associazione Clan-Destino, la quale ha fatto sentire la propria voce quando, a dispetto di ogni buon senso, l'amministrazione locale aveva approvato una delibera che consentiva la realizzazione di una centrale alimentata a biomasse nei pressi di Palazzo San Giacomo.

In estate Palazzo San Giacomo ospita spesso manifestazioni, mostre e concerti, anche di notevole livello, come ad esempio i concerti in calendario per Ravenna Festival. Attigua all'antico Palazzo troviamo  la Chiesa dedicata a San Giacomo Apostolo, edificata nel 1774 a cura dell'architetto Cosimo Morelli su un precedente progetto di Antonio Torreggiani. Nelle vicinannze del Palazzo lo zuccherificio Eridania. 

L'evento è stato organizzato per "Invasioni Digitali" dall'Ufficio Turismo e Cultura del Comune di Ravenna, in collaborazione con il Comune di Russi. la Pro Loco di Russi, le community instgram di @igersravenna e @ig_ravenna. Noi abbiamo partecipato in qualità di Ambassador Invasioni Digitali per la regione Emilia Romagna. 
In programma in questo stesso luogo visite guidate il 7 maggio 2017 dalle 15 alle 18 e il 4 giugno dalle 15 alle 18, da prenotare tramite la Pro Loco del Comune di Russi. In programma anche due date del prestigioso Ravenna Festival, rispettivamente il 16 e il 17 giugno 2017. Per farvi acclimatare ho preparato un video, caricato sul canale You Tube di Living Ravenna. Godetevelo prima della visita! 

sabato 22 aprile 2017

"Invasioni Digitali 2017": la Basilica di Sant'Agata Maggiore, Ravenna (RA)

Giornata di sole ma freddo intenso oggi a Ravenna per "Invasioni Digitali" alla Basilica di Sant'Agata Maggiore, via Mazzini 46, Ravenna (RA). La Basilica di Sant'Agata Maggiore si colloca nel centro storico della città, a due passi dalla più nota basilica di San Francesco.

È una delle chiese più antiche della città, edificata nel V secolo, ai tempi del vescovo Pietro II, il cui monogramma campeggia nella navata centrale, ancora ben conservato. 

Lo spazio interno è a tre navate, scandito da colonne coi capitelli corinzi del VI secL’abside fu realizzato il secolo successivo, durante il vescovado di Agnello (556-569), grazie al contributo economico di Giuliano Argentario.

Il mosaico absidale, di cui abbiamo potuto osservare una ricostruzione a disegno attribuita a Padre Pronti, andò completamente distrutto a causa del terremoto occorso nel lontano 1688. 

Interessante, all'esterno della basilica, notare che la chiesa è collocata al di sotto del livello del manto stradale di Via Mazzini. Là dove oggi transitano le biciclette, scorreva un tempo il fiume Padenna.

Il pavimento della chiesa originaria si trova a circa 2,50 metri rispetto al piano attuale di campagna. I mosaici pavimentali che lo rivestivano sono stati strappati e collocati altrove. 

Nel corso del tempo, la chiesa ha subito molte modifiche. Nel giardino che la circonda, un tempo cimitero, si trovava un quadriportico, sostituito nel 1560 da una torre campanaria, che si apre all'esterno con 4 bifore sorrette da colonnine. Attualmente vi troviamo anche 14 sarcofagi e i resti delle colonne del quadriportico. 

Durante i restauri del primo Novecento, condotti dal Soprintendente Giuseppe Gerola, furono demolite le aggiunte barocche, e in facciata furono aggiunti il protiro e la sovrastante bifora. Di pregio nella navata di destra rispetto all'ingresso, troviamo una pala d'altare del 1546, attribuita a Luca Longhi, raffigurante Sant'Agata tra le Sante Caterina d'Alessandria e Cecilia.
Si tratta del medesimo artista di cui a Ravenna si conserva un pregevole dipinto - Le Nozze di Cana - nella sala dantesca della Biblioteca Classense di Ravenna. Nella navata laterale destra troviamo l'organo a canne Mascioni. Lo strumento, costruito nel 1967, è racchiuso all'interno di una cassa lignea dipinta in stile rinascimentale. Esso è a trasmissione elettrica con sistema multiplo.  
Sul canale Instagram ho caricato un video della giornata di oggi, che potete trovare qui. Sono in attesa di ricevere la foto di gruppo per l'invasione compiuta da chi l'ha scattata, che andrò a inserire qui. Photo credit: Davide Berti 

Colgo l'occasione per ringraziare chi si è dato da fare per ottenere l'apertura straordinaria del monumento, solitamente accessibile solo per funzioni religiose, e chi, pur non essendo guida turistica professionale, si è preparato per raccontarci i dettagli del monumento nel corso della visita guidata. Invasione digitale compiuta con successo alla Basilica di Sant'Agata Maggiore, Ravenna.