“La fantasia dell’artista” è il titolo della
mostra personale di Lidia Mietti, allestita nella Sala Artemedia, in piazza
Garibaldi, dal 23 agosto al 11 settembre 2018. La mostra sarà aperta tutti i giorni
dalle 18 alle 22.30. Racconta di sé l’artista: “Quando qualcuno mi chiede da quando ho cominciato
a dipingere, prima di rispondere devo pensare un po’. Posso dire che ho la
sensazione di avere dipinto da sempre. Andando indietro con la memoria, ricordo
che, quando il mio maestro delle elementari assegnava un “dieci” ad un mio
disegno, questo faceva aumentare la fiducia in me stessa. La stessa
soddisfazione la ritrovavo quando, già sposata, andavo a trovare mia madre e in
casa vi erano ancora i miei disegni, realizzati su carta da imballo e cartone
ritagliato, appesi ai muri. Ma in quegli anni si doveva lavorare presto, anche
molto giovani, e questo è quello che ho fatto, ma contemporaneamente
frequentavo tutti i corsi di pittura e storia dell’arte ai quali potevo
iscrivermi. Le mie opere hanno come tema il mondo naturale e la figura umana, soggetti
questi che amo interpretare seguendo il mio istinto. Quando le persone guardano
i miei lavori con interesse ritrovo quella stessa soddisfazione che vivevo per
il dieci del maestro. Allora mi accorgo che è importante per me condividere il
risultato della mia istintiva creatività con altri e che questa comunicazione è
la vera magia dell’arte”.
Poi un giorno ho incontrato un maestro di grande spessore,
Francesco Verlicchi, e sotto la sua guida ho iniziato un percorso di studio del
disegno a carboncino, della pittura e dell’acquerello. Con lui ho imparato a
miscelare bene il colore, ma non solo, il nostro rapporto si è poi trasformato
in amicizia e collaborazione fino alla sua morte, avvenuta quando lui aveva
novantacinque anni. È stato sempre importante per me lavorare con altre persone e
contemporaneamente studiare e sperimentare, così oggi frequento la scuola
d’Arte di Bagnacavallo. Qui continuo tuttora a dipingere e allo stesso tempo ho
iniziato a lavorare con l’argilla; qui spesso mi organizzo insieme ad altri
artisti della scuola e portiamo in mostra il nostro lavoro. Esploro la città giorno per giorno alla ricerca di "nutrimento", che a Ravenna e in Romagna significa arte, cultura, eno-gastronomia, zone umide, mare, turismo, mosaico, tradizioni locali, vita associativa, e altro ancora...
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giovedì 16 agosto 2018
mercoledì 14 febbraio 2018
"SensofOrme"di Roberto Pagnani alla niArt Gallery, Ravenna (RA) dal 24 febbraio 2018
Segnalo "SensofOrme" di Roberto Pagnani, presso la niArt Gallery, via Anastagi 4a/6, Ravenna (RA) dal 24 febbraio al 10 maggio 2018. Testo e catalogo di Luca Maggio, direzione artistica di Felice Nittolo. La mostra resterà fruibile fino al 10 maggio 2018, osservando gli orari seguenti: martedì, mercoledì 11-12,30 / giovedì, venerdì 17 – 19 / sabato 11-12,30 - 17-19, altri giorni e orari appuntamento al 3382791174
"Sforme" è
un neologismo che aiuta a definire l’ultimo e inedito ciclo pittorico di
Roberto Pagnani dedicato al corpo femminile, unione di SFOndi da cui emergono
tonalità e combinazioni che costituiscono l’humus cromatico primo e sottostante
alla campitura celeste di superficie, e di foRME di donna quasi giustapposte a
questa o meglio, secondo il proposito dell’autore, quasi figure strappate e
poste sulla tela (in realtà nate su tale supporto), simulando una relazione ludicamente
contraria alla street art. Il rapporto dialogico, dunque denso di
costruzioni e contrasti, tra forme e sfondi e colori, ora volutamente opachi
ora lucidi, alternando voluttuosamente quanto deliberatamente smalti e tempere
e acrilici, è il cuore di questi lavori che vivono secondo lo stesso Pagnani di
una “pittura sensorialmente tattile”. Se l’unità d’insieme pare garantita dall’azzurro
omogeneamente steso con i pennelli, ben presto si avvertono le divergenze,
laddove in squarci talvolta brevi come lampi dell’inconscio si affacciano rossi,
beige, gialli, blu e avorio non dipinti sopra l’azzurro ma sotterranei a esso e
costituenti pertanto l’anima prima e nascosta dei quadri, a simulare gli strappi
stessi lungo i bordi delle figure o talvolta affioranti in alcuni particolari all’interno
dei corpi rappresentati. Il celeste, in genere delicato, diviene dunque
quasi pop rispetto alle tecniche usate per le forme femminili, che non si
generano in forza di pennello, ma grazie a colpi di spatola e mano, oltre
all’impiego di stecchini immersi negli smalti neri sia per marcare e ispessire i
contorni sia per le fondamentali colature, reminiscenze d’informale che sempre
lavorano in Roberto, impronte che continuano la vita delle singole opere oltre
l’intenzione razionale dell’autore. Come sostiene la straordinaria Greta Wells, protagonista del capolavoro
di Andrew Sean Greer: “Siamo molto di più di quello che diamo per scontato”. E impronte della memoria, scatti
fotografici non in posa, talvolta con cenni di moto, possono considerarsi questi
schizzi di donna che sono completi proprio nella loro indeterminatezza voluta,
immaginati senza volto, in qualche caso senza braccia, ma presenti con i volumi
di schiena e seni e glutei e gambe talvolta fasciate da folgori seducenti di
calze nere o rosse o gialle, oggetti-soggetti pittorici in sé (come nel superbo
lavoro fotografico del ’78 di Carla Cerati, Forma
di donna, in cui l’autrice scriveva in premessa: “Mi resi conto che quel
corpo per me aveva cessato di appartenere a una persona: non era altro che un
oggetto tridimensionale con una capacità di assorbire o riflettere o respingere
la luce.”), la cui identità non va cercata in una modella che di fatto non
esiste, ma nelle forme stesse che li fondano, col loro carico di disordine immediato
e manuale, sbozzato e dotato di craquelure, contro l’ordine equabile e
rassicurante dell’azzurro su cui paiono poggiarsi grazie ai contorni accesi dal
colore: questi esaltano la sensuosità della materia carnosa in via di
sfacimento e perciò aperta alle cromie sottostanti: esse, nel rivelarsi a
tratti, smangiate, contribuiscono a risolvere il piacere carsico della tela, fra
prigionia di un desiderato masochismo pittorico e sua liberazione.
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Mostre
Ubicazione:
Ravenna RA, Italia
mercoledì 24 maggio 2017
"Storie di volti e di terre": visita guidata giovedì 25 maggio 2017 a Bagnacavallo (RA)
Segnalo visita guidata gratuita giovedì 25 maggio 2017 alle ore 18 al Museo Civico delle Cappuccine, via Vittorio Veneto 1/A, Bagnacavallo (RA), dove sbarca l'universo creativo di Tullio Pericoli,
uno dei più¹ amati disegnatori italiani ma non solo, anche artista a tutto
tondo, in grado di spaziare con disinvoltura tra tematiche e linguaggi diversi,
dalla caricatura alla pittura di paesaggio, dall'illustrazione alla
scenografia, dalla ritrattistica alla regia teatrale. Con un percorso di circa ottanta opere fra disegni, incisioni, dipinti e
bozzetti per scenografie, la mostra di Tullio Pericoli. "Storie di volti e di
terre" aperta da sabato 29 aprile alle ore 18, racconta la
straordinaria complessità dello sguardo dell'artista marchigiano,
insuperabile nel restituire con il suo tipico segno, ironico ed elegante, le
personalità di autori come Pier Paolo Pasolini, Ernest Hemingway, Franz
Kafka e Virginia Woolf, o la freschezza delle colline marchigiane, colte in
silenziose vedute venate di fantasia e nostalgia. Il
percorso espositivo della mostra bagnacavallese si focalizza soprattutto sulla
doppia e irrinunciabile attrazione di Pericoli per la forza evocativa che
scaturisce dai volti e dai paesaggi. Volti e paesaggi che, cosa¬ come ce li
restituisce Pericoli, sembrano rispondere a una stessa geografia, a un comune
principio ordinatore, che a quello del trascorrere della vita, i cui segni
lenti e stratificati svelano l'anima più profonda delle cose, il loro
carattere, la loro etica. La mostra rimarrà fruibile fino al 23 luglio, osservando gli orari seguenti: martedì e mercoledì 15.00-18.00; giovedì 10.00-12.00 e 15.00-18.00; da
venerdì a domenica, 10.00-12.00 e 15.00-19.00. Chiuso il lunedì. Aperto il 1 maggio e il 2 giugno. Ingresso gratuito.
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Visite guidate
Ubicazione:
48012 Bagnacavallo RA, Italia
venerdì 24 marzo 2017
In visita alla mostra "La figura femminile dipinta da Dario Fo" a Cesenatico (FC)
Nella splendida location di Cesenatico (FC) è stata inaugurata l’8 marzo 2017, in occasione della festa della donna, la mostra dal titolo: “La figura femminile dipinta da Dario Fo”, curata dalla Compagnia Teatrale Fo Rame.
In mostra, fino al 9 aprile, negli spazi della caratteristica Galleria Leonardo da Vinci, sul porto canale, una selezione di circa 30 dipinti per ammirare la figura femminile attraverso la pittura di Dario Fo. Quanti di voi sapevano che Dario Fo, premio Nobel per la Letteratura, studiò in origine pittura, presso l'Accademia di Brera di Milano? Per me è stata una piacevole scoperta. Così come mi è piaciuta la location: la cittadina di Cesenatico in primis e poi Galleria Leonardo da Vinci - una galleria d'arte gestita da giovani, che è anche libreria e bar.
In mostra, fino al 9 aprile, negli spazi della caratteristica Galleria Leonardo da Vinci, sul porto canale, una selezione di circa 30 dipinti per ammirare la figura femminile attraverso la pittura di Dario Fo. Quanti di voi sapevano che Dario Fo, premio Nobel per la Letteratura, studiò in origine pittura, presso l'Accademia di Brera di Milano? Per me è stata una piacevole scoperta. Così come mi è piaciuta la location: la cittadina di Cesenatico in primis e poi Galleria Leonardo da Vinci - una galleria d'arte gestita da giovani, che è anche libreria e bar.
Tra le opere in mostra, molte delle quali realizzate da Dario Fo proprio a Cesenatico, non mancano i ritratti dedicati a Franca Rame, compagna di vita dell'artista. Accanto a questi, i quadri che raccontano la comparsa di Eva nel giardino dell’Eden e quelli che raffigurano le maschere femminili della Commedia dell’Arte.
Di notevole pregio una selezione di dipinti dedicati a Lucrezia Borgia, realizzati per illustrare il romanzo “La figlia del Papa” scritto da Dario Fo a Cesenatico durante l’estate 2013 e, per finire, una serie di quadri dipinti dall’artista nel 1998. Bello trovare in loco anche una selezione di libri scritti da Dario Fo e Franca Rame, da acquistare per sé o regalare ad altri.
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Mostra di pittura
Ubicazione:
47042 Cesenatico FC, Italia
domenica 5 febbraio 2017
"Art Déco - Gli anni ruggenti in Italia" a Forlì (FC) dal 11 febbraio 2017
Dopo le esposizioni di grande successo dedicate al Novecento e al Liberty, la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, in collaborazione con il Comune di Forlì, realizzerà nel 2017 una importante mostra dedicata all’Art Déco, lo stile che caratterizzò la produzione artistica nazionale ed europea negli anni Venti: "Art Déco - Gli anni ruggenti in Italia". L'esposizione, in programma ai Musei San Domenico di Forlì (FC) dal 11 febbraio al 18 giugno 2017, indagherà in maniera approfondita ed innovativa i decisivi eventi storico-culturali ed i fenomeni artistici che hanno caratterizzato Italia ed Europa nel periodo compreso tra il primo dopoguerra e la crisi del 1929. "Art Déco - Gli anni ruggenti in Italia", Forlì, Musei San Domenico, 11 febbraio - 18 giugno 2017. Nella foto: Tamara de Lempicka, La sciarpa blu, 1930, olio su tavola, collezione privata. Per info e prenotazioni visita il sito.
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Ubicazione:
Forlì FC, Italia
sabato 10 dicembre 2016
Collettive d'arte a Lugo di Romagna (RA) dal 8 al 11 dicembre 2016
La Fondazione Cassa di Risparmio e Banca del Monte di Lugo con la collaborazione dell’AUSL Cultura Romagna realizza due collettive d'arte che si svolgeranno contemporaneamente nel periodo dal 8 al 11 dicembre 2016 e saranno allestite nei locali dell’Antica Farmacia “Ospedale Vecchio” in Corso Garibaldi e presso l’Oratorio di S. Onofrio, in largo Baruzzi, a Lugo di Romagna (RA). Le due esposizioni accoglieranno opere di sei artisti che esprimono i loro talenti in diversi settori dell’arte; il percorso espositivo si svilupperà passando dalle sculture in terracotta, bronzo e ceramica di Anna Giargoni ai dipinti di Giacomo Ianniello, le ceramiche di Ilario Sirri ed Anna Tazzari, i gioielli in porcellana di Roberta Sama, fino alle sculture in metallo ed altri materiali di Delio Piccioni. Le mostre resteranno aperte giovedì 8 e domenica 11 dicembre dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18, mentre venerdì 9 e sabato 10 dicembre dalle 15 alle 18.
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Mostre
Ubicazione:
48022 Lugo RA, Italia
lunedì 19 settembre 2016
Visita alla mostra "Omaggio al Premio Marina" a Marina di Ravenna (RA) fino al 30 settembre 2016
Ci siete stati? La mostra "Omaggio al Premio Marina di Ravenna", alla Galleria FaroArte di Piazzale Marinai d'Italia 20, Marina di Ravenna (RA) rimarrà fruibile fino al 30 settembre 2016. In occasione del sessantesimo anniversario dalla creazione, il premio internazionale di pittura Marina di Ravenna è sospeso nella sua versione abituale, sostituito dalla mostra che propone 42 artisti che in passato si sono affermati come vincitori nelle varie edizioni.
Un gradito viaggio nel passato, tra nomi eccellenti della pittura quali: Guido Onofri, Ravenna 1964, Mauro Cozzi, Firenze 1965, Nevio Bedeschi, Faenza (RA) 1967, Vito Montanari, Terra del Sole (FO) 1972, Walter Coccetta, Terni 1984, Franco Sumberaz, Livorno 1986 e 2005, Elio Carnevali, Pegognaga (MN) 1987 e 2005, Franco Chiarani, Arco (TN) 1988, Claudio Gotti, Almenno S. Salvatore (BG) 1990, Vanni Saltarelli, Saronno (VA) 1993, Temistocle Scola, Livorno 1994, Romano Bertelli, Ostiglia (MN) 1995, Ido Erani, Vecchiazzano (FO) 1997, Gamal Meleka , Milano 1998, Nadia Cascini, Arezzo 1999, Ugo Rassatti, Latisana (UD) 1999, Gianni Gueggia, Castrezzato (BS) 2000, Tommaso Cascella, Bomarzo (VT) 2003 e 2005, Bruno Ceccobelli, Todi (PG) 2003, Graziano Pompili, Montecchio (RE) 2003, Jean Gaudaire-Thor, Francia 2003, Erzsebet Palasti, Roma 2004, Concetto Pozzati, Bologna 2004, Erio Carnevali, Modena 2005, Franck Moeglen, Germania – U.S.A. 2005, Biagio Pancino, Francia 2005, Antonio Tamburro, Isernia 2005, Gabriella Benedini, Milano 2006, Claudie Laks, Francia 2006, Giuseppe Simonetti, Palermo 2006, Hermann Nitsch, Austria 2007, Renata Boero, Milano 2008, Nicola Carrino, Roma 2008, Vittorio D’Augusta, Rimini 2008, Mario Nanni, Bologna 2008, Vanni Spazzoli, Ravenna 2009, Giorgio Vicentini, Varese 2009, Ettore Frani, Roma 2011, Bo Mi Kim, Corea 2012, Giulia Dall’Olio, Bologna 2013, Federico Zanzi, Ravenna 2014, Federica Giulianini, Ravenna 2015.
In passato su questo blog abbiamo scritto del "Premio Marina" qui nel 2015 e qui nel 2014. A noi anche la edizione di quest'anno è piaciuta molto, per cui ci sentiamo di consigliarla caldamente. Trovate aperto venerdì, sabato e domenica dalle 17.00 alle 19.00. Ingresso libero,. Ad accogliervi i volontari dell'associazione Capit, che sapranno darvi tutte le info di cui avrete bisogno, con grande disponibilità. Per ulteriori info visitate il sito.
Un gradito viaggio nel passato, tra nomi eccellenti della pittura quali: Guido Onofri, Ravenna 1964, Mauro Cozzi, Firenze 1965, Nevio Bedeschi, Faenza (RA) 1967, Vito Montanari, Terra del Sole (FO) 1972, Walter Coccetta, Terni 1984, Franco Sumberaz, Livorno 1986 e 2005, Elio Carnevali, Pegognaga (MN) 1987 e 2005, Franco Chiarani, Arco (TN) 1988, Claudio Gotti, Almenno S. Salvatore (BG) 1990, Vanni Saltarelli, Saronno (VA) 1993, Temistocle Scola, Livorno 1994, Romano Bertelli, Ostiglia (MN) 1995, Ido Erani, Vecchiazzano (FO) 1997, Gamal Meleka , Milano 1998, Nadia Cascini, Arezzo 1999, Ugo Rassatti, Latisana (UD) 1999, Gianni Gueggia, Castrezzato (BS) 2000, Tommaso Cascella, Bomarzo (VT) 2003 e 2005, Bruno Ceccobelli, Todi (PG) 2003, Graziano Pompili, Montecchio (RE) 2003, Jean Gaudaire-Thor, Francia 2003, Erzsebet Palasti, Roma 2004, Concetto Pozzati, Bologna 2004, Erio Carnevali, Modena 2005, Franck Moeglen, Germania – U.S.A. 2005, Biagio Pancino, Francia 2005, Antonio Tamburro, Isernia 2005, Gabriella Benedini, Milano 2006, Claudie Laks, Francia 2006, Giuseppe Simonetti, Palermo 2006, Hermann Nitsch, Austria 2007, Renata Boero, Milano 2008, Nicola Carrino, Roma 2008, Vittorio D’Augusta, Rimini 2008, Mario Nanni, Bologna 2008, Vanni Spazzoli, Ravenna 2009, Giorgio Vicentini, Varese 2009, Ettore Frani, Roma 2011, Bo Mi Kim, Corea 2012, Giulia Dall’Olio, Bologna 2013, Federico Zanzi, Ravenna 2014, Federica Giulianini, Ravenna 2015.
In passato su questo blog abbiamo scritto del "Premio Marina" qui nel 2015 e qui nel 2014. A noi anche la edizione di quest'anno è piaciuta molto, per cui ci sentiamo di consigliarla caldamente. Trovate aperto venerdì, sabato e domenica dalle 17.00 alle 19.00. Ingresso libero,. Ad accogliervi i volontari dell'associazione Capit, che sapranno darvi tutte le info di cui avrete bisogno, con grande disponibilità. Per ulteriori info visitate il sito.
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Mostra di pittura
Ubicazione:
48122 Marina di Ravenna RA, Italia
lunedì 29 agosto 2016
"Omaggio al Premio Marina di Ravenna" alla Galleria FaroArte dal 29/8 al 30/9/2016
Inaugurata lunedì 29 agosto 2016 la mostra "Omaggio al Premio Marina di Ravenna", alla Galleria FaroArte di Piazzale Marinai d'Italia 20, Marina di Ravenna (RA). In occasione del sessantesimo anniversario dalla creazione, il Premio Internazionale di pittura Marina di Ravenna è quest'anno sospeso, e in sua vece vine proposta questa mostra che propone 42 artisti che in passato si sono affermati come vincitori nelle varie edizioni, i quali hanno aderito presentando una loro opera recente. Una curiosità? Tra i vincitori delle passate edizioni figura anche quel Bruno Ceccobelli che, con "La Forma del dialogo" è in questi mesi esposto presso la basilica di Sant'Apollinare in Classe e presso il Museo Nazionale a Ravenna. In passato su questo blog abbiamo scritto del Premio Marina qui nel 2015 e qui nel 2014.La mostra rimarrà fruibile fino al 30 settembre osservando gli orari seguenti: venerdì, sabato e domenica dalle 17 alle 19.00. Ingresso Libero. Fateci un salto! Per ulteriori info visitate il sito.
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Ubicazione:
48122 Marina di Ravenna RA, Italia
domenica 3 aprile 2016
"I Volti e la Storia" di Biagio Piccolo a Ravenna dal 2 al 8 aprile 2016
Sabato 2 aprile 2016, in occasione del vernissage, abbiamo fatto visita alla mostra "I Volti e la Storia", personale di Biagio Piccolo, allestita presso Palazzo Rasponi, sala espositiva del Comune di Ravenna, via D'Azeglio 2, Ravenna (RA). Presenti le autorità della città, la curatrice Alessandra Maltoni, responsabile del Centro Servizi Culturali che ha sede in via Magazzini Anteriori 57, Ravenna (RA) e l'artista stesso.
Come raramente accade, Biagio Piccolo ha messo in mostra la propria vita,senza difficoltà e falsi tabù, raccontando anche ai presenti le motivazioni di certe scelte cromatiche nei suoi dipinti. Artista autodidatta, Biagio Piccolo è di origini napoletane; vissuto per circa quaranta anni a Monaco di Baviera, ora vive e lavora a Ravenna.
Le sue opere presentano tonalità cromatiche decise, dense di carica emotiva, accompagnate da una buona ricerca relativa ai materiali d'uso. Spesso vengono utilizzate fascette ortopediche, bottoni, tappi, reti, sacchi, sale marino di Cervia. Un artista a tutto tondo, considerato che Biagio Piccolo non è solo pittore ma anche attore di teatro. Ha lavorato nel gruppo teatrale “Amici del teatro” a Monaco di Baviera, con rappresentazioni di commedie di Luigi Pirandello ed Edoardo de Filippo. Ha esposto a Monaco di Baviera per l’Istituto Italiano di Cultura, per l’Associazione “ Rinascita Flash”. Inoltre presso l'Istituto Max Planck Institut a Martinsried, in Germania, e presso lo studio della dott.ssa Malmusi a Ravenna. La mostra proposta è suddivisa in quattro spazi tematici: il circo, la storia, i volti e altri volti.
Nella prima sala da non perdere “Pagliaccio che nasconde sorriso” un acrilico realizzato con sale dolce di Cervia su tela. La mostra rimarrà fruibile fino al 8 aprile 2016, osservando gli orari seguenti: tutti i giorni dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00. Chi desiderasse acquistare una o più tra le opere esposte può rivolgersi a Centro Servizi Culturali, via Magazzini Anteriori 57, Ravenna (RA), nella persona di Alessandra Maltoni, al numero 05441672153
Come raramente accade, Biagio Piccolo ha messo in mostra la propria vita,senza difficoltà e falsi tabù, raccontando anche ai presenti le motivazioni di certe scelte cromatiche nei suoi dipinti. Artista autodidatta, Biagio Piccolo è di origini napoletane; vissuto per circa quaranta anni a Monaco di Baviera, ora vive e lavora a Ravenna.
Le sue opere presentano tonalità cromatiche decise, dense di carica emotiva, accompagnate da una buona ricerca relativa ai materiali d'uso. Spesso vengono utilizzate fascette ortopediche, bottoni, tappi, reti, sacchi, sale marino di Cervia. Un artista a tutto tondo, considerato che Biagio Piccolo non è solo pittore ma anche attore di teatro. Ha lavorato nel gruppo teatrale “Amici del teatro” a Monaco di Baviera, con rappresentazioni di commedie di Luigi Pirandello ed Edoardo de Filippo. Ha esposto a Monaco di Baviera per l’Istituto Italiano di Cultura, per l’Associazione “ Rinascita Flash”. Inoltre presso l'Istituto Max Planck Institut a Martinsried, in Germania, e presso lo studio della dott.ssa Malmusi a Ravenna. La mostra proposta è suddivisa in quattro spazi tematici: il circo, la storia, i volti e altri volti.
Nella prima sala da non perdere “Pagliaccio che nasconde sorriso” un acrilico realizzato con sale dolce di Cervia su tela. La mostra rimarrà fruibile fino al 8 aprile 2016, osservando gli orari seguenti: tutti i giorni dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00. Chi desiderasse acquistare una o più tra le opere esposte può rivolgersi a Centro Servizi Culturali, via Magazzini Anteriori 57, Ravenna (RA), nella persona di Alessandra Maltoni, al numero 05441672153
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Ravenna RA, Italia
lunedì 25 gennaio 2016
"De Chirico a Ferrara. Metafisica e Avanguardie" fino al 28 febbraio 2016 a Ferrara (FE)
La mostra "De Chirico a Ferrara. Metafisica e Avanguardie" celebra il
centenario dell’arrivo dell'artista nella città estense, quando dà vita alla
pittura metafisica. Corredano la sua opera, all'interno del prestigioso Palazzo dei Diamanti di Ferrara, i capolavori di artisti come de
Pisis, Hausmann, Magritte, Dalí, Ernst. Noi abbiamo goduto di una buona esperienza di visita, spero possa essere così anche per voi. La mostra rimarrà fruibile fino al 28 febbraio 2016. Consigliata. Per ulteriori info leggete qui.
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Ubicazione:
Ferrara FE, Italia
mercoledì 15 luglio 2015
"L'arte e i mestieri di Demos Bonini" a Cervia (RA) dal 23 luglio al 23 agosto 2015
In occasione del centenario dalla nascita del pittore riminese Demos
Bonini (1915-1991) il Musa – Museo del sale di Cervia celebra la ricorrenza con
una mostra dal titolo: L’arte e i
mestieri di Demos Bonini dal 20 luglio (inaugurazione ore 21.00) al 23
agosto 2015. Le 12 opere del pittore
Demos Bonini - Demos - artista
riminese del Novecento dal linguaggio pittorico realista, inserito dai critici
nella lista dei migliori pittori contemporanei italiani, verranno illustrate
nella visita guidata gratuita che terrà la Storica dell’arte Sabrina Marin alle ore 21.30 di
lunedi 20 luglio in occasione della inaugurazione della mostra alla quale sarà
presente l’assessore alla Cultura del Comune di Cervia Roberta Penso. Demos (Rimini 1915-1991) ha disegnato e dipinto storie
di mare e di entroterra, di fatiche contadine e di abitudini borghesi, con
tutta l’ironia, l’inquietudine e la gioia tipica dei sopravvissuti alla Seconda
guerra mondiale. La mostra di Cervia dal
titolo "L’arte e i mestieri di Demos
Bonini" intende approfondire la tematica che fu sempre cara a Demos dedicata
alle fatiche e al lavoro dell’uomo. L’inaugurazione si terrà lunedi 20 luglio
alle ore 21 e alle 21.30 sarà possibile partecipare alla visita guidata
gratuita della Storica dell’Arte Sabrina Marin che illustrerà le 12 opere
pittoriche esposte al MUSA (Viale Nazario Sauro 24 – Cervia) e insieme ammirare la lentezza dei pescatori nel cucire
minuziosamente le reti da pesca quasi come fosse un rito, il lento lavoro dei
lavoratori del mare visto dalle banchine e il
lavoro femminile che silenziosamente e con discrezione accompagnava il lavoro
degli uomini. Demos ha dipinto sentimenti, delusioni, amori e stati d’animo
vissuti di pari passo col fluttuante ritmo della sua città, quella Rimini
metropolitana in estate e pigra in inverno. Pittore speciale, discepolo di De
Pisis e Renato Guttuso, nel cui studio ha lavorato per molti mesi, Bonini ha
esposto le sue opere in decine di gallerie in Italia e all’estero, ha ricevuto
premi prestigiosi e vissuto una storia intensa di amicizia e reciprocità (tra
gli altri) con Federico Fellini, Sergio Zavoli e con i due “maestri” che ne
riconobbero il talento pittorico. Fu l’entusiasmo di De Pisis a spronare il
lavoro di Demos Bonini, a incoraggiarne l’opera, così come l’esperienza romana
al fianco di Renato Guttuso accentuò la sua evoluzione tecnica e pittorica. Nel
libro autobiografico “Una Vita per la Pittura ” Demos racconta
che De Pisis lo convinse a proseguire utilizzando un’indimenticabile
ragionamento: L’artista è un
essere superiore, quindi ha maggior diritto alla vita!”. Le
opere di Demos coprono mezzo secolo di storia nazionale, raccontano di
un’Italia laboriosa, fatta di umili mestieri, di fatiche marinare e di giacche
svuotate dalla presenza dell’uomo. La
mostra ad ingresso gratuito sarà aperta tutti i giorni dalle 20,30 alle 23,30.
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Ubicazione:
Cervia Ravenna, Italia
domenica 12 luglio 2015
"Double Identity": testo critico di Patrizia Cauteruccio per "Donne verso il Mare Aperto"
Venerdì 10 luglio 2015 abbiamo preso parte al vernissage di "Double Identity", allestita negli spazi della Pro Loco di Casalborsetti , via Bonnet 2, Casalborsetti (RA). A presentazione dell'installazione abbiamo letto il testo critico curato da Patrizia Cauteruccio, trovandolo interessante. Siamo quindi lieti di proporvelo in versione integrale.
Fin dall’antichità la presenza femminile nel mondo dell’arte si attesta come notevole ed importante: la donna come musa ispiratrice, la donna come uno dei soggetti maggiormente rappresentato, la donna come artista. In un panorama artistico nettamente predominato dalla figura maschile, non mancano prove della produzione femminile. L’arte di dipingere, seppur tradizionalmente considerata un’invenzione femminile ad opera della vergine corinzia che traccia su un muro il contorno dell’ombra dell’amato, ci regala poche testimonianze di donne attive nell’arte in età antica. E’ comunque possibile rintracciare la loro presenza all’interno delle botteghe attraverso testimonianze indirette. Si ha così notizia di artiste attive in età antica grazie alla letteratura, da Plinio a Boccaccio, e al rinvenimento di reperti ceramici che raffigurano donne che decorano vasellame. Ne è un meraviglioso esempio l’idria conservata a Milano in cui figura, fra i vari artigiani della bottega, una donna impegnata nella decorazione di un grande cratere. La documentazione artistica del lavoro femminile si rende più agevole in età medievale. Esistono nomi, attribuzioni certe e opere conservate fino ad oggi che presuppongono una vivace partecipazione femminile nella creazione di manoscritti e nell’esecuzione di miniature. Una vivacità però che sembra circoscritta alla vita monacale, si fatica infatti a trovar traccia artistica femminile all’esterno delle mura dei monasteri.
Dal periodo rinascimentale aumenta il numero delle donne attive in campo artistico, seppure la loro presenza venga intesa come un’intromissione in un ambito prettamente maschile. A tradire questo comune pregiudizio è Giorgio Vasari, che nonostante elogi le donne impegnate nell’arte, ne sottolinea la loro inadeguatezza a sporcarsi le mani con colori e materiali come se questo fosse un fatto esclusivamente maschile. La vita di bottega e lo sporcarsi le mani non erano dunque adatti a una donna, ma l’arte era un aspetto da non tralasciare nell’educazione della donna colta. Ne deriva che la situazione ideale per una donna che desiderasse diventare artista era quella di essere figlia di un pittore! Non sono certo pochi infatti gli esempi. Tra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento si assiste ad una nuova presa di coscienza che avvantaggia le artiste facendo sì che il loro numero cresca esponenzialmente. Si riflette finalmente sull’importanza della formazione artistica rendendo possibile l’apertura delle prima scuole d’arte femminili. I risultati di questo rinnovato pensiero si riflettono sul Novecento, secolo che ha visto l’affermarsi di grandi nomi di sesso femminile in diversi ambiti artistici. Premi, mostre e concorsi continuavano però a vedere protagonisti, sia come membri delle commissioni che come partecipanti, gli uomini. Un’ulteriore spinta viene perciò data dal movimento femminista, tanto che a partire dai primi anni Settanta le gallerie cominciano ad ospitare percorsi espositivi interamente femminili. Non sorprende dunque constatare, attraverso questo breve excursus, come la donna sia presente in maniera attiva in campo artistico nonostante il comune pregiudizio. Sorprende, invece, come la storiografia abbia taciuto il mondo della produzione artistica femminile fino agli ultimi decenni dello scorso secolo, svolgendo studi in questa direzione solo dal 1980.
Il festival "Donne verso il mare aperto" propone un percorso interamente dedicato alle donne attive nel mondo dell’arte intitolato "Meglio dirselo" all’interno del quale è stata pensata l’esposizione Double Identity con opere di Valentina Burel e Lucia Zavatta. Double Identity è un racconto per immagini di due percorsi di ricerca che sperimentano il disegno e la pittura per approdare alla grafica. Due percorsi apparentemente distinti, fatti di una intenzione espressiva ben riconoscibile, due percorsi che travalicano la necessaria individualità per intrecciarsi in svariati punti di connessione fino a convergere nel risultato di rendere evidente il dialogo fra due diverse sensibilità. Double Identity è dunque il racconto del cammino parallelo intrapreso da Valentina e Lucia in una poetica che le accomuna nell’essere donna e artista.
La fluidità dell’opera di Valentina Burel, espressione di un’ininterrotta ricerca sia nella resa pittorica che nell’uso di una tavolozza di colori, che rende quasi liquefatto l’oggetto della sua opera spesso riconoscibile in parti del corpo umano rappresentate restando in bilico sul labile confine fra figurazione e astrazione, percorre lo stesso binario dell’iperrealismo facilmente rintracciabile nel lavoro di Lucia Zavatta che sfocia in esiti simbolisti volti a indagare ciò che non è direttamente visibile all’occhio umano. Le due indagini confluiscono in una condivisa sintesi grafica che rende la fluidità di Valentina e l’immaginario di Lucia due facce di una stessa medaglia che sembrano non guardarsi, ma in realtà sussistono l’una grazie all’altra. Testo critico di Patrizia Cauteruccio.
Fin dall’antichità la presenza femminile nel mondo dell’arte si attesta come notevole ed importante: la donna come musa ispiratrice, la donna come uno dei soggetti maggiormente rappresentato, la donna come artista. In un panorama artistico nettamente predominato dalla figura maschile, non mancano prove della produzione femminile. L’arte di dipingere, seppur tradizionalmente considerata un’invenzione femminile ad opera della vergine corinzia che traccia su un muro il contorno dell’ombra dell’amato, ci regala poche testimonianze di donne attive nell’arte in età antica. E’ comunque possibile rintracciare la loro presenza all’interno delle botteghe attraverso testimonianze indirette. Si ha così notizia di artiste attive in età antica grazie alla letteratura, da Plinio a Boccaccio, e al rinvenimento di reperti ceramici che raffigurano donne che decorano vasellame. Ne è un meraviglioso esempio l’idria conservata a Milano in cui figura, fra i vari artigiani della bottega, una donna impegnata nella decorazione di un grande cratere. La documentazione artistica del lavoro femminile si rende più agevole in età medievale. Esistono nomi, attribuzioni certe e opere conservate fino ad oggi che presuppongono una vivace partecipazione femminile nella creazione di manoscritti e nell’esecuzione di miniature. Una vivacità però che sembra circoscritta alla vita monacale, si fatica infatti a trovar traccia artistica femminile all’esterno delle mura dei monasteri.
Dal periodo rinascimentale aumenta il numero delle donne attive in campo artistico, seppure la loro presenza venga intesa come un’intromissione in un ambito prettamente maschile. A tradire questo comune pregiudizio è Giorgio Vasari, che nonostante elogi le donne impegnate nell’arte, ne sottolinea la loro inadeguatezza a sporcarsi le mani con colori e materiali come se questo fosse un fatto esclusivamente maschile. La vita di bottega e lo sporcarsi le mani non erano dunque adatti a una donna, ma l’arte era un aspetto da non tralasciare nell’educazione della donna colta. Ne deriva che la situazione ideale per una donna che desiderasse diventare artista era quella di essere figlia di un pittore! Non sono certo pochi infatti gli esempi. Tra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento si assiste ad una nuova presa di coscienza che avvantaggia le artiste facendo sì che il loro numero cresca esponenzialmente. Si riflette finalmente sull’importanza della formazione artistica rendendo possibile l’apertura delle prima scuole d’arte femminili. I risultati di questo rinnovato pensiero si riflettono sul Novecento, secolo che ha visto l’affermarsi di grandi nomi di sesso femminile in diversi ambiti artistici. Premi, mostre e concorsi continuavano però a vedere protagonisti, sia come membri delle commissioni che come partecipanti, gli uomini. Un’ulteriore spinta viene perciò data dal movimento femminista, tanto che a partire dai primi anni Settanta le gallerie cominciano ad ospitare percorsi espositivi interamente femminili. Non sorprende dunque constatare, attraverso questo breve excursus, come la donna sia presente in maniera attiva in campo artistico nonostante il comune pregiudizio. Sorprende, invece, come la storiografia abbia taciuto il mondo della produzione artistica femminile fino agli ultimi decenni dello scorso secolo, svolgendo studi in questa direzione solo dal 1980.
Il festival "Donne verso il mare aperto" propone un percorso interamente dedicato alle donne attive nel mondo dell’arte intitolato "Meglio dirselo" all’interno del quale è stata pensata l’esposizione Double Identity con opere di Valentina Burel e Lucia Zavatta. Double Identity è un racconto per immagini di due percorsi di ricerca che sperimentano il disegno e la pittura per approdare alla grafica. Due percorsi apparentemente distinti, fatti di una intenzione espressiva ben riconoscibile, due percorsi che travalicano la necessaria individualità per intrecciarsi in svariati punti di connessione fino a convergere nel risultato di rendere evidente il dialogo fra due diverse sensibilità. Double Identity è dunque il racconto del cammino parallelo intrapreso da Valentina e Lucia in una poetica che le accomuna nell’essere donna e artista.
La fluidità dell’opera di Valentina Burel, espressione di un’ininterrotta ricerca sia nella resa pittorica che nell’uso di una tavolozza di colori, che rende quasi liquefatto l’oggetto della sua opera spesso riconoscibile in parti del corpo umano rappresentate restando in bilico sul labile confine fra figurazione e astrazione, percorre lo stesso binario dell’iperrealismo facilmente rintracciabile nel lavoro di Lucia Zavatta che sfocia in esiti simbolisti volti a indagare ciò che non è direttamente visibile all’occhio umano. Le due indagini confluiscono in una condivisa sintesi grafica che rende la fluidità di Valentina e l’immaginario di Lucia due facce di una stessa medaglia che sembrano non guardarsi, ma in realtà sussistono l’una grazie all’altra. Testo critico di Patrizia Cauteruccio.
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Mostra di pittura
Ubicazione:
Ravenna RA, Italia
Visita a "Double Identity" a Casalborsetti (RA) fino al 26 luglio 2015
Venerdì 10 luglio alle ore 20.30 è stata inaugurata, presso lo spazio espositivo Ca’ Rossa, sede Pro Loco Casal Borsetti Sud, la mostra "Double Identity" curata da Patrizia Cauteruccio che espone le opere di Valentina Burel e Lucia Zavatta. Il progetto artistico è concepito all'interno di un articolato percorso espositivo intitolato "Meglio dirselo", dedicato alla produzione artistica femminile, ideato nell’ambito dell’edizione 2015 del festival "Donne verso il mare aperto", per la direzione artistica di Marina Magnani. Presente alla inaugurazione l'assessore alle Politiche di Genere del Comune di Ravenna Giovanna Piaia.
Le artiste giovanissime, Valentina Burel e Lucia Zavatta, sono molto diverse tra loro in termini di ricerca artistica. L'una - Valentina Burel - si sofferma sul linguaggio del corpo, indagandolo con tratti pittorici a tinte forti; l'altra - Lucia Zavatta - conduce un viaggio nell'immaginario, dando a parti del corpo e a parti dello spazio fisico che ci circonda, una valenza simbolica. Bella a mio parere la ricerca grafica sul tema dei nidi.
La mostra rimarrà fruibile fino al 26 luglio 2015 solo in orario serale: tutti i giorni dalle 20.30 alle 23.00 presso la Pro Loco, via Bonnet 2, Casalborsetti (RA). Consigliata a chi ama intercettare le nuove tendenze, perché anche la creatività al femminile è portatrice di innovazione, sappiatelo!
Le artiste giovanissime, Valentina Burel e Lucia Zavatta, sono molto diverse tra loro in termini di ricerca artistica. L'una - Valentina Burel - si sofferma sul linguaggio del corpo, indagandolo con tratti pittorici a tinte forti; l'altra - Lucia Zavatta - conduce un viaggio nell'immaginario, dando a parti del corpo e a parti dello spazio fisico che ci circonda, una valenza simbolica. Bella a mio parere la ricerca grafica sul tema dei nidi.
La mostra rimarrà fruibile fino al 26 luglio 2015 solo in orario serale: tutti i giorni dalle 20.30 alle 23.00 presso la Pro Loco, via Bonnet 2, Casalborsetti (RA). Consigliata a chi ama intercettare le nuove tendenze, perché anche la creatività al femminile è portatrice di innovazione, sappiatelo!
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Ubicazione:
Ravenna RA, Italia
venerdì 3 luglio 2015
Restyling del" Lungo Senna" di Milano Marittima (RA): apertura luglio e agosto 2015
Inaugurato sabato 27 giugno con una vera e propria anteprima il “Lungo-Senna”
di Milano Marittima (RA) che ha riaperto i
battenti in grande stile. Market di design, arti visive, suggestive immagini fotografiche e dipinti
l’accoglienza lungo questo breve tratto di argine del canalino tutto dedicato all’arte, valorizzato da un arredo urbano nuovo di zecca e da un arco “fiorito” che fa da ingresso alla
galleria a cielo aperto. I colori dei fiori creano un tono su tono con i colori delle
pannellature proponendo sfumature dall’azzurro al viola. L’integrazione di piante
ed un lavoro di pulitura del parterre completano la suggestione portando il
pubblico ad immergersi completamente nella atmosfera artistica del luogo. La
presenza di leggeri tendaggi andrà ad
accrescerne la magia.
Un accogliente angolo che proporrà ogni sera
dal 4 luglio una carrellata
di proposte artistiche di grande varietà. Si tratta di uno spazio dove artigiani e
designer esporranno e venderanno i
prodotti del proprio ingegno. Dall’architettura creativa al market di design,
alle arti visive, a scultura, fotografia,
performance sperimentali,
presentazioni di uscite editoriali,
fino all’arte di strada e all’intrattenimento in collaborazione con le
attività del centro di Milano Marittima (RA). Insomma una serie di atelier che accoglieranno ogni
settimana artisti, espressioni e linguaggi diversi, anche insoliti e inconsueti per una kermesse artistica a tutto tondo. Il
vialetto sarà attivo dalle 18.00 alle 24.00 tutti giorni feste comprese. Il restyling e la nuova vita
dell’area rientrano del progetto dei 50+ luoghi da rigenerare,
obiettivo del mandato del sindaco Coffari. L’area è stata affidata in gestione a
privati attraverso un bando pubblico.
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Mercati,
Mostra di pittura,
Mostra fotografica
Ubicazione:
Milano Marittima RA, Italia
domenica 14 giugno 2015
"Frammenti" di Marino Trioschi a Lugo (RA) da domenica 21 giugno 2015
Lo spazio
espositivo S.E. prosegue il proprio percorso culturale con una esposizione dedicata al pittore
Marino Trioschi. La mostra, intitolata “ Frammenti ” si terrà nello spazio di Via Foro Boario, 83 nel centro
di Lugo (RA) e verrà inaugurata ufficialmente domenica
21 giugno 2015 alle ore 18.30. Questa
iniziativa omaggia l’ importante vicenda artistica del pittore fusignanese ,
uno dei maggiori e piu’ autentici della scena provinciale, che lo vede attivo
da quasi cinquant’anni. In mostra vengono esposti diversi dipinti inediti realizzati negli ultimissimi
anni che compongono il piu’ recente ciclo di Trioschi, denominato appunto
“Frammenti” come recita il titolo dell’esposizione. Sono “paesaggi del colore”
meditati, molto curati dove l’artista si richiama alla primordiale esperienza
informale degli anni ’70, nonostante da allora abbia mantenuto intatta quella
solida “tensione all’armonia” trasmessagli dalla migliore tradizione figurativa
romagnola e dovuta in particolare alla lunghissima frequentazione di
quell’autentico “Maestro di pittura” che è stato Francesco Verlicchi. La mostra, curata da Paolo Trioschi e patrocinata
dal Comune di Lugo e dal Comune di Fusignano, resterà aperta fino al 31 Luglio 2015, con orario continuato 9.30-17,30 dal martedì al venerdì e di Sabato
dalle ore 9.30 alle 14.30, con chiusura domenicale. L’ingresso è libero. Informazioni
: Tel.0545.32828.
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Mostra di pittura
Ubicazione:
Lugo RA, Italia
lunedì 13 aprile 2015
Personale di pittura di Gerard Rosés ai Magazzini Torre a Cervia (RA) dal 25 aprile 2015
Segnalo la inaugurazione della mostra "Personale di pittura di Gerard Rosés" ai Magazzini del Sale Torre, Cervia (RA) sabato 25 aprile 2015 dalle ore 17.00 (presentazione), con alle 18.30 l'apertura vera e propria della mostra, che rimarrà fruibile fino al 10 maggio 2015 osservando gli orari seguenti: dal lunedì al venerdì dalle ore 16.00 alle 19.00, inoltre sabato, domenica, festivi e prefestivi dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00. A questa prima mostra è collegata l'altra "I dipinti nascosti degli arazzi di Aubusson", che osserva i medesimi orari di apertura. L'ingresso è gratuito. Le due mostre sono realizzate in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Cervia
Gerard Rosés – personale di pittura
La mostra presenta una selezione proveniente dalla AlVy, la più importante collezione italiana di "Cartons de Tapisserie d'Aubusson". Si tratta dei rari dipinti a olio o tempera che servivano da modelli ai tessitori d'arazzi delle rinomate manifatture francesi di Aubusson, che oggi tornano a nuova vita come vere e proprie opere d'arte grazie alla passione dei collezionisti. I dipinti erano realizzati da abili artigiani specializzati, i "peintres cartonniers", il cui mestiere è ormai scomparso in conseguenza della progressiva chiusura delle manifatture tradizionali e dell'adozione di nuove tecnologie. Scene pastorali e mitologiche, eleganti composizioni floreali, animali e scene galanti: questi i temi più rappresentati dai pittori che preparavano i dipinti propedeutici alla produzione di arazzi, cuscini e tappeti. Aubusson è conosciuta in tutto il mondo fin dalla seconda metà del ‘600 per la produzione degli arazzi, e tale attività è stata riconosciuta dall'UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità. Una occasione irripetibile per ammirare opere d’arte uniche, che non è frequente poter visionare in Italia. Per maggiori info visita il sito.
Gerard Rosés – personale di pittura
Il pittore catalano (Barcellona, 1944 - ) espone circa 35 opere
che offrono la opportunità di ricostruirne il percorso artistico. Il progetto espositivo è
dedicato al paesaggio contemporaneo (naturale ed urbano) nei suoi molteplici
significati: spazio, ambiente e territorio. I dipinti dell’artista riflettono, spesso riproponendo motivi
classici, scene della quotidianità urbana e paesaggistica dalle quali emergono
importanti suggestioni marittime: finestre aperte sul mare, gente che balla e
che beve nei locali, strade piene di macchine e passaggi pedonali; scene
mediterranee di tramonti o albe, personaggi femminili, spesso nudi, che si
lasciano accarezzare dai raggi del sole. La mediterraneità dell’autore si
traduce in toni caldi, armonici e in un invito alla contemplazione, ma anche ad
una riflessione su una realtà in continua evoluzione; e ben si ambienta nello
scenario ecomuseale dei Magazzini del sale,
massima espressione del patrimonio culturale e ambientale del
territorio. Per maggiori info visita il sito.
I dipinti nascosti degli arazzi
di AubussonLa mostra presenta una selezione proveniente dalla AlVy, la più importante collezione italiana di "Cartons de Tapisserie d'Aubusson". Si tratta dei rari dipinti a olio o tempera che servivano da modelli ai tessitori d'arazzi delle rinomate manifatture francesi di Aubusson, che oggi tornano a nuova vita come vere e proprie opere d'arte grazie alla passione dei collezionisti. I dipinti erano realizzati da abili artigiani specializzati, i "peintres cartonniers", il cui mestiere è ormai scomparso in conseguenza della progressiva chiusura delle manifatture tradizionali e dell'adozione di nuove tecnologie. Scene pastorali e mitologiche, eleganti composizioni floreali, animali e scene galanti: questi i temi più rappresentati dai pittori che preparavano i dipinti propedeutici alla produzione di arazzi, cuscini e tappeti. Aubusson è conosciuta in tutto il mondo fin dalla seconda metà del ‘600 per la produzione degli arazzi, e tale attività è stata riconosciuta dall'UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità. Una occasione irripetibile per ammirare opere d’arte uniche, che non è frequente poter visionare in Italia. Per maggiori info visita il sito.
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Mostre
Ubicazione:
Cervia RA, Italia
venerdì 27 marzo 2015
"Giulio Ruffini: la fine di una terra": inaugurazione sabato 4 aprile 2015 ad Argenta (FE)
Sabato 4 aprile alle 17.30 inaugura presso la Galleria Cesani, via Mazzini 1/C, Argenta (FE) la mostra dedicata all’artista romagnolo Giulio Ruffini e
alla sua terra di Romagna; una raccolta di dipinti realizzati tra gli anni Settanta e gli anni Novanta,
esposti fino al 31 maggio presso la Galleria Cesari e il Centro Culturale Mercato.
In un momento della storia italiana, quella del secondo dopoguerra, che comincia a sviluppare una
modernità priva dei valori e delle figure fino a quel momento fondamentali, verso un’omologazione
ancora oggi attuale, Ruffini dipinge la sua terra e i suoi protagonisti con un velo di rimpianto, ritraendo
la scomparsa della civiltà contadina caratteristica della sua terra natale.
Le opere in mostra appartengono all’ultimo periodo artistico di Ruffini, dagli anni Settanta, quando la
produzione si fa più personale, quasi un diario di vita per registrare le impercettibili variazioni
dell’universo al quale appartiene. Ruffini ritrae la scomparsa della sua terra, cercando di attardarne la
fine attraverso la trasposizione in tela del suo mondo e dei suoi protagonisti, in una visione intima e
nostalgica di ciò che è stato.
La mostra si sviluppa in cinque sezioni: l’acqua, l’oro, il lavoro, la natura e il riposo; sezioni che miscelano
colori, realtà e memorie della terra romagnola, raccontate attraverso lo sguardo e il tratto di Ruffini,
poeta narratore di un tempo che si trova dentro i ricordi di ognuno.
Realizzata in collaborazione con il Comune di Argenta ed esposta anche presso i locali del Centro
Culturale Mercato, la mostra sarà presentata dal Prof. Architetto Franco Bertoni.
A disposizione inoltre il catalogo “Giulio Ruffini: la fine di una terra. Dipinti dagli anni Settanta agli anni
Novanta”, curato dal Prof. Bertoni e con la critica artistica della scrittrice e giornalista Leonora Guerrini. La mostra è visitabile fino al 31 maggio, presso la Galleria Cesari da martedì a sabato 10:00-12:30 -15:30-19:30, e
presso il Centro Culturale Mercato di Argenta (per orari di apertura chiamare 800 111 760).
Per ulteriori informazioni, Galleria Giacomo Cesari 335.396710.
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Mostra di pittura
Ubicazione:
44011 Argenta FE, Italia
martedì 17 marzo 2015
"Un'anima insolente" di Carla Samorì a Cervia (RA) fino al 28 marzo 2015
Alla Sala Rubicone dei Magazzini del Sale di Cervia (RA) ho trovato la mostra di Laura Samorì "Un'anima insolente", affiancata da quella di Gioele Fabbri, il cui titolo è "Il viaggio delle emozioni". Ho scoperto che i due artisti sono madre e figlio, anche se non l'avrei mai detto. Così diverse tra loro le due tecniche pittoriche! A me più congeniale il linguaggio poetico di Laura Samorì, con un tocco delicato e molto molto femminile. Sono due pittori cervesi, che fanno parte dell'associazione "Menocchio". La mostra rimarrà fruibile fino al 28 marzo 2015 osservando gli orari seguenti: tutti i giorni dalle 15.30 alle 19.00. Per ulteriori info sull'artista visita il sito.
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Mostra di pittura
Ubicazione:
Cervia RA, Italia
mercoledì 4 marzo 2015
Sabato 7 e domenica 8 Marzo al MUSA di Cervia (RA)
Domenica
8 marzo è la giornata internazionale dedicata a tutte le donne. Al museo del sale fervono i preparativi per
accogliere in modo speciale le
donne in visita sabato e domenica prossimi. Tutte le donne che visiteranno il
museo sabato 7 e domenica 8 marzo infatti
riceveranno in omaggio un sacchettino di sale “dolce “ prodotto nella salina
Camillone come augurio di fortuna e prosperità. Il sale infatti non è solo un simbolo di saggezza, ma anche di
ricchezza. Regalare sale ha un
significato benaugurale e di grande auspicio che risale al tempo in cui il sale
era una vera e propria ricchezza
poiché fondamentale per la conservazione
del cibo. A MUSA inoltre fino al 29
marzo è visitabile la mostra “ I colori di Cervia ”, temporanea di pittura a cura della
Associazione culturale “Cervia Incontra l’Arte”. Il museo è a ingresso libero ed aperto sabato,
domenica e festivi dalle 15.00 alle 19.00
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Museo
Ubicazione:
Cervia RA, Italia
giovedì 29 gennaio 2015
"Il paesaggio tra ambiguità e mistero" di Martino Neri alla Ninapi, Ravenna (RA) fino al 10 febbraio 2015
Segnalo presso la galleria Ninapì, via Giovanni Pascoli 31, Ravenna.(RA) la mostra personale del pittore faentino Martino Neri: "Il paesaggio tra ambiguità e mistero", a cura di Chiara Fuschini. Inaugurata il 24 gennaio, rimarrà fruibile fino al 10 febbraio 2015, con apertura venerdì e sabato dalle 17.00 alle 19.00, in alternativa telefonando al numero 380.3797249 - 347.1202754
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Ravenna RA, Italia
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