sabato 16 agosto 2014

Mostra Archivio Diocesano presso la Basilica di Sant'Apollinare Nuovo, Ravenna (RA)

Siamo in uno degli 8 monumenti Unesco della città di Ravenna: presso la Basilica di Sant'Apollinare Nuovo, via di Roma, Ravenna (RA), dove fino al 14 settembre 2014 potrete visitare ad ingresso gratuito una mostra di documenti storici dal 557 al 1927 che raccontano la vita della nostra città, provenienti dall'Archivio Diocesano di Ravenna.
La mostra è visitabile tutti i giorni dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.30. i residenti a Ravenna hanno diritto ad ingresso gratuito anche alla Basilica, per i turisti invece gratuità solo per i possessori di biglietto cumulativo di ingresso ai monumenti diocesani, che vi ricordiamo in città sono 5: Basilica di San Vitale, Mausoleo di Galla Placidia, Battistero degli Ortodossi, Cappella Arcivescovile, Basilica di sant'Apollinare Nuovo.
L'ingresso è da via di Roma 53, ultimo ingresso 30' prima della chiusura della chiesa. Se interessati sarà possibile acquistare il catalogo al prezzo di 4,00 euro.
Le opere esposte in questa sede andranno a fine mostra ad essere trasferite presso il nuovo contenitore culturale della città, creato dove un tempo sorgeva il Cinema Roma, in via  Nino Bixio 19, Ravenna,  che accoglierà la biblioteca e l'archivio storico della Diocesi di Ravenna-Cervia. Per ulteriori info visitate il sito

"Historical Diving Society Italia" in mostra in Piazza del Popolo, Ravenna (RA)

Segnalo dal 13 al 26 agosto 2014 presso le vetrine della "Private Bamking" in Piazza del Popolo 30, Ravenna (RA) una mostra dedicata al lavoro subacqueo, curata dalla  Historical Diving Society Italia, autonoma associazione senza fini di lucro, costituitasi a Ravenna il 29 aprile 1994. La onlus gestisce da alcuni anni e con successo il Museo delle attività Subacquee di Marina di Ravenna, di cui in passato abbiamo scritto qui
In occasione del XX anniversario della HDSI a Ravenna il 22 novembre 2014 verrà organizzato qualcosa di speciale, ma cosa? Non ci resta che attendere! E visto che noi amiamo la storia della nostra città eccovi qualche notizia sul luogo che ospita la mostra. Forse non tutti sanno che l'attuale sede di "Private Banking" era un tempo, ovvero già nel 1888, una cappelleria, gestita dai Fratelli Foschini. L'insegna di questo storico negozio venne dipinta da due pittori, Domenico Miserocchi e Vittorio Guaccimanni. Il negozio, acquistato in seguito da Paolo Bubani, apriva le sue vetrine sull'antico portico del Palazzo Senatorio, formato da sei grandi archi con la ghiera ornata di terracotta. Nel 1896, in occasione del restauro della facciata, si scoprirono le finestre bifore, in stile liberty. La Cassa di Risparmio di Ravenna ha acquistato la struttura dell'antico negozio, trasformandolo nella sala d'attesa del "Borsino", all'interno del quale è possibile ammirare le decorazioni del soffitto, le vecchie scaffalature e un registratore di cassa del primo '900. Inoltre due delle colonne perfettamente integrate nel "Private Banking" sono resti della antica Chiesa di San Giovanni Decollato.  Siamo quindi in presenza di uno spazio che la Cassa di Risparmio di Ravenna ha voluto recuperare e valorizzare, trasformandolo in sede di esposizioni temporanee che si rinnovano di mese in mese. Fermatevi a dare un'occhiata!

mercoledì 13 agosto 2014

Degustazioni in ordine sparso in terra di Romagna, Italy.

Ci sono luoghi in cui non mangi solo ottimo cibo ma grazie ai quali entri in contatto con la storia e le tradizioni di un territorio. Nel mio girovagare su e giù per la Romagna ne ho incontrati tre che mi sono rimasti nel cuore, oltre che tra le papille gustative.
“La Sangiovesa”  è ubicata in un antico palazzo del ‘700, Palazzo Nadiani, acquistato nel 1990 dalla famiglia Maggioli. Si trova nel cuore del borgo di Santarcangelo di Romagna, presenta un insieme armonico, caratterizzato da sale con volte a botte e a crociera, con solai dalle grandi travi sovrastanti, muri in sasso e pietre scheggiate. Visibili in questo luogo i segni del passaggio e dell'influenza di Tonino Guerra, poeta santarcangiolese di nascita, famoso in tutto il mondo anche come sceneggiatore. Sue le stufe che impreziosiscono gli ambienti de "La Sangiovesa", e suoi i disegni e i versi sulle tovagliette dell'osteria. Tra le altre cose a pochi passi dall'osteria ho visitato il museo "Nel mondo di Tonino Guerra", un magnifico tuffo nella creatività. Amabile, molto amabile la ceramica della giunonica donna "La Sangiovesa" che ricorda molto da vicino i bei film di Federico Fellini, di cui Tonino Guerra fu prezioso collaboratore. Belli alle pareti i piatti in ceramica, le caveje, gli attrezzi della cultura contadina romagnola. Mi hanno fatto accomodare in un “tavolo comune” come spesso accade in Romagna quando si viaggia soli e per lavoro, insieme a una coppia di bolognesi che mi hanno fatto da consiglieri, essendo loro clienti abituali del locale. Tagliere di salumi e tagliere di formaggi con piadina calda, accompagnati da un sanguigno calice di Sangiovese e per finire, anche se la dieta non me l'avrebbe concesso, un tris di dolci della casa.  
 Esperienza gustativa di grande valore, pur vivendo in Romagna ormai da 20 anni posso dire che ....... i piatti semplici diventano eccezionali se le materie prime sono di assoluto pregio, e qui lo sono. Vengono proposti prodotti della Tenuta Saiano, nel cuore della Valmarecchia, a pochi km di distanza dall'osteria, dal produttore al consumatore, per la delizia del palato. Ho consumato con piacevolezza il lardo, una tentazione "suina" d'altri tempi: salatura in vasca, a riposo per alcuni giorni, erbe aromatiche e spezie, poi pressa naturale. Si scioglieva in bocca, delizioso. 
Medesima atmosfera assolutamente “romagnola” per la Casa delle Aie, che sorge nel verde della pineta di Cervia-Milano Marittima, anticamente utilizzata dai pignolari per la raccolta delle pigne. Essi la ottenevano in affitto dal Comune e la utilizzavano quale dormitorio e magazzino per lo stoccaggio del prezioso pinolo di pineta, che un tempo era preziosa fonte di reddito. Nel 1785 un incendio rase quasi al suolo la Casa delle Aie, che venne ricostruita grazie ad un progetto dell'architetto Camillo Morigia, il medesimo architetto che a Ravenna ha curato l'allestimento della Tomba di Dante, così come la modifica della facciata di Santa Maria in Porto, ed altro ancora. La costruzione è su due piani: al piano terra un tempo c'era la "camera del fuoco" che veniva utilizzata per schiudere le pigne, oggi troviamo le sale ristorante, anche nella zona porticata, che è stata verandata e resa accogliente grazie a potenti stufe termiche.
Ai piani superiori sale che vengono prenotate per gruppi, molto accoglienti, simili ad un museo etnografico, ospitano pezzi della tradizione della cultura popolare romagnola (bici, intrecci con canne di fiume, caveje, ecc) Fateci un salto se siete al piano inferiore: meritano una foto. Non è possibile effettuare prenotazione, dalle 19.00 si forma una coda davanti al locale, che viene gestita simpaticamente da personale esperto. Il servizio ai tavoli è celere, una volta seduti si mangia nel giro di pochi minuti: una delizia per gli occhi e per il palato le nostre portate: tagliolini agli stridoli, cappelletti al ragù, coniglio alla cacciatora e salame ai ferri con contorno di patate. La piada è arrivata in tavola ancora fumante, le carni cotte a puntino e ancora ben calde, come accade di rado in altri contesti, anche stellati. Piatti della tradizione, pasta tirata al mattarello, ingredienti a km zero (come gli stridoli che sono erbe spontanee da queste parti), atmosfera rilassata. 
E per finire voglio citare un locale che frequento più degli altri due perché si trova in centro storico a Ravenna: la Ca' de Ven.  I piatti sono quelli della tradizione, la cottura è ineccepibile, il servizio ai tavoli è curato, il prezzo adeguato, ma ciò che fa la differenza ancora una volta è l'atmosfera che vi si respira. 
Ca' de Ven sorge nel quattrocentesco Palazzo Rasponi; le decorazioni, insieme all'aspetto complessivo interno del locale,  risalgono invece al periodo 1850-1880. Pranzo e/o cena in questo locale sono sinonimo di convivialità romagnola semplice e casalinga, ma anche di presenza di ospiti internazionali (i turisti non mancano mai, di tutte le età, in tutte le stagioni dell'anno). Bello perdersi tra i locali della Romagna autentica! Questo post è stato pubblicato in Parlami di TER, grazie amici che mi seguite così affezionati e numerosi.

lunedì 11 agosto 2014

Escursione in barca sul Canale Candiano - Porto di Ravenna (RA), Italy

Quando si pensa a Ravenna si pensa ai suoi splendidi 8 monumenti UNESCO che l'hanno resa celebre nel mondo, ma quanti di noi conoscono l'area portuale, quella zona che dalla darsena di città corre fino al mare? Qualche giorno fa a bordo della motonave Dalì ho percorso il tratto che dal porto di Marina di Ravenna conduce al ponte mobile a Ravenna, e ritorno. 
Lo scalo ravennate è un porto completamente artificiale, la darsena è in linea d'aria 2 km dal centro storico, collocata a ridosso della stazione ferroviaria, e la banchina corre per 11 km fino al mare.
Lo sviluppo del porto di Ravenna è legato alla costruzione della raffineria SAROM nel 1951 e dello stabilimento ANIC nel 1958, dopo che nel 1952 venne scoperto a Ravenna uno dei più ricchi ed estesi giacimenti di metano d'Europa.
L'Anic contribuì in modo decisivo a trasformare l'economia della provincia, richiamando capitali, tecnici, maestranze, e sviluppando un ampio indotto. Si insediarono nella zona portuale altre industrie: la Cabot, la Philips Carbon Black, il Cementificio Anic, l'Alma Petroli, la Soia (oggi società Italiana Olii e Risi, del gruppo Ferruzzi), il Tubificio Maraldi, la Docks Cereali ed altre ancora.
Tra il 1961 e il 1971 la Sapir realizzò uno scalo commerciale costituito da due darsene e provvide all'allargamento e all'approfondimento del Canale Corsini dal mare fino a Largo San Vtale. Negli anni '70 il porto di Ravenna si trasformò da scalo industriale in scalo movimentazione merci, soprattutto container di grandi dimensioni.
L'off-shore costituisce per il porto di Ravenna l'ultimo tassello dello sviluppo, ancora in fase di realizzazione. (vedi la creazione del porticciolo turistico di Marinara a Marina di Ravenna). Ma veniamo ai giorni nostri: domenica 10 agosto 2014 ho partecipato ad escursione organizzata dalla associazione ARsRA - Ravenna in Tutti i Sensi - in collaborazione con  l'Associazione Save Industrial Heritage, a sostegno della Candidatura di Ravenna Capitale della Cultura Europea 2019 . 
Si sono fatte due escursioni, una dopo l'altra, con 90 posti a sedere per ciascuna uscita, un vero successo. La gente a bordo era curiosa, faceva domande, chiedeva ai vicini se non sapeva in prima persona. E' stato bello vedere tanta partecipazione.  Tramite altoparlante arrivavano le spiegazioni della guida, ma il vento attutiva le parole, bisognava soprattutto affidarsi alla vista.
Spazio dunque alle mie immagini, che servano a chi in questo luogo ancora non  ci è mai transitato. Il tragitto dal porto di Marina di Ravenna al ponte mobile, da noi percorso in barca, un tempo era percorribile tramite traghetto di linea, ora soppresso per eccessivi costi di gestione.  

In barca elettrica tra Ortazzo e Ortazzino a Savio (RA) nel Parco del Delta del Po

A volte mi chiedo come sia possibile che ci siano ancora luoghi così belli, a due passi da casa, che io ancora non conosco, e faccio fatica a trovare una spiegazione logica a questo fatto, considerata la mia propensione alla esplorazione costante del territorio che mi circonda. Cosa ho scoperto di tanto bello?
Sabato 9 agosto 2014 ho partecipato ad escursione in barca elettrica con partenza dal Centro Visite Bevanella, via Canale Pergami 80, Savio (RA).
Si tratta di un centro visite inaugurato nel 2012, che ha sede nella ex casa di guardia dell’adiacente Idrovora Bevanella, divenuto il naturale punto di partenza per escursioni a piedi, in barca elettrica, in bicicletta, in canoa o a cavallo in uno degli ambienti più selvaggi e di maggiore valore naturalistico della provincia di Ravenna e dell’intero litorale Adriatico. Una vera favola!
Incuneato fra Ortazzo e Ortazzino, con alle spalle la storica Pineta di Classe, il centro visite si apre verso Foce Bevano, ultima libera foce dell’Alto Adriatico senza argini predefiniti, con dune costiere e lagune retrodunali, come doveva essere l’intera fascia regionale prima dei massicci interventi edilizi degli anni '60.
Che dire? Non lasciatevi sfuggire l'opportunità se siete in vacanza da queste parti! Si accede provenendo da Ravenna seguendo le indicazioni per Lido di Savio, dove dalla centralissima Via dei Lombardi trovate una strada non asfaltata che conduce all'Idrovora della Bevanella. Ho preferito dare indicazioni dettagliate sul percorso da seguire in auto perché non è stato per me facile arrivare nonostante fossi dotata di navigatore. Per cui non demordete, la strada corretta di accesso non è dalla Pineta di Classe, come viene spesso erroneamente segnalato, ma da Lido di Savio
Cosa vi attende? Una visita al centro Cubo Magico Bevanella, se avete tempo, e poi in barca elettrica per circa due ore in compagnia di una guida naturalistica esperta, pronta a darvi tutte le info sulle specie arboree e l'avifauna. Previsti binocoli in dotazione gratuita, e salvagenti per i più piccoli, anche se l'acqua è molto bassa e spesso si rischia perfino di andare a finire in secca, come è capitato a noi. 
L'area della foce del torrente Bevano è ampia circa 40 ettari,  l'Ortazzo è percorribile, mentre per l'Ortazzino il transito è vietato, si può solo ammirare dalla barca oppure dall'apposita torretta di avvistamento.
Lungo il tragitto in navigazione ho fotografato i padelloni che si trovano sul lato a ovest, che godono della necessaria autorizzazione, mentre i capanni abusivi che costituivano la cosiddetta "Bassona" sono stati di recente abbattuti ed ora l'ambiente ha ripreso ad avere l'esclusività di questi spazi, con la nidificazione di specie rare di volatili in grande quantità. Visibili nel corso della nostra escursione le avocette, i cavalieri d'Italia, i fenicotteri rosa, i gabbiani, i piru piru, i germani reali,ecc.
Quando si arriva alla foce si può scendere dalla barca e osservare la linea di costa così come si presentava fino a qualche decennio fa in tutto l'Alto Adriatico. Piante ormai scomparse altrove, sulle dune costiere, e piante provenienti da altri paesi del mondo, provenienti da altri habitat. Molti i tronchi, che fanno da riparo per la nidificazione degli uccelli.
 Cartelli  segnalano il divieto di accesso alle dune, per la salvaguardia della specie. Vietato anche l'accesso alle pinete e alle zone umide circostanti, area naturale protetta, facente parte del Parco del Delta del Po. Rientrando al centro visite abbiamo incrociato turisti in canoa: a questo proposito vi segnalo che è possible noleggiare canoe per uso individuale telefonando al 3339949985,  risponde Angelo Modanesi, Club Canoa e Kajak Cervia che gestisce questo servizio presso il Centro Visite Bevanella.
In alternativa per gruppi di minimo 25 persone è possibile prenotare gita in canoa di mezza giornata, con percorrenza di circa 4 km, al costo individuale di 20,00 euro intero e 10,00 euro ridotto, telefonando al 0544973040 oppure 3355632818. Godiamoci la natura, che la vita è bella anche perché la natura che ci circonda è bella. Se volete seguire i miei passi trovate tutte le info sul  sito

mercoledì 6 agosto 2014

Visita guidata alla mostra "La ceramica che cambia" al MIC di Faenza (RA)

Martedì 5 agosto 2014, alle ore 18.00 si è svolta la tradizionale visita guidata con aperitivo che si ripete ogni settimana presso il  MIC di Faenza (RA) per accompagnare i visitatori alla scoperta dell'arte ceramica.
La mostra "La ceramica che cambia", inaugurata il 28 giugno 2014, rimarrà fruibile fino al 1 febbraio 2015. Propone un racconto della scultura ceramica in Italia dal secondo dopoguerra ad oggi attraverso 120 opere di autori che spaziano dall'espressionismo al neocubismo, dall'informale all'astratto, fino ad arrivare a percorsi unici e irripetibili quali quello di Carlo Zauli, che ha reso celebre Faenza nel mondo grazie alle sue zolle.
Da Fontana a  Leoncillo, da Melotti a Ontani, da Arturo Martini a Aligi Sassu, un fantastico viaggio nella scultura ceramica, non più arte minore come un tempo.
Le opere esposte provengono da fondi privati ma anche dall'amplissimo deposito di cui dispone il MIC - Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza - che costituisce una assoluta eccellenza in campo ceramico a livello internazionale.
Lo sapevate che nel 2011 il MIC ha ottenuto il riconoscimento UNESCO quale "museo testimone di una cultura di pace"? E sapete quali sono state le motivazioni? Marialuisa Stringa, Presidente della Federazione Italiana Club UNESCO e Responsabile per l’Italia del Programma “Monumenti e siti testimoni di pace” scrive nella motivazione del riconoscimento:
Visti i profondi valori che il MIC testimonia non solo sul piano artistico ma come via privilegiata per favorire l’incontro e il dialogo fra le civiltà del mondo, abbiamo preso atto che il Museo costituisce un punto di riferimento per la ceramica antica, moderna e contemporanea, nazionale ed internazionale. Questo sia per la presenza delle preziose opere ceramiche in esso contenute sia per la eccezionale documentazione custodita nella sua biblioteca. Abbiamo anche valutato l’importanza dell’incontro di studiosi e artisti di tutto il mondo che annualmente si danno appuntamento al MIC di Faenza per scambiare, approfondire conoscenze tecniche e culturali. E’ di grande significato che studiosi e visitatori siano accolti dalla meravigliosa colomba della pace che con il suo volo rappresenta anche una continuità per il futuro. Il nostro riconoscimento va dunque al MIC di Faenza espressione dell’arte ceramica nel Mondo, che risponde alle idealità a cui il programma si ispira, il significato del dialogo e dell’incontro per costruire la pace. Si ricorda che la Federazione Italiana dei Club UNESCO, nell’accogliere l’invito lanciato dall’allora direttore Generale dell’UNESCO Federico Mayor, in apertura dell’anno per la cultura di pace, ha inteso aderire all’indicazione espressa di valorizzare la presenza sul territorio di realtà artistiche o naturali che, per la ricchezza dei valori di cui sono testimonianza, possono contribuire a costruire una cultura di pace”.
Al termine della visita guidata ci siamo accomodati nello spazio verde del museo per un simpatico aperitivo a base di "panzanella" e ottimi vini di produzione locale. Il biglietto per ingresso, visita guidata e aperitivo costa 8,00 euro intero e 5,00 euro ridotto. L'iniziativa si ripete ogni martedì alle 18.00 nei mesi di luglio e agosto. Assolutamente cosigliato.

lunedì 4 agosto 2014

"Frogstock": festival rock a Riolo Terme (RA) dal 27 al 30 agosto 2014

Segnalo "Frogstock", il festival rock più longevo dell'Emilia Romagna, che  da mercoledì 27 a sabato 30 agosto vedrà esibirsi i Management del Dolore Postoperatorio, The Zen Circus, Nobraino e Perturbazione, accompagnati da aperitivi musicali live e After Show al Joker Disco Bar. Inizio dei concerti alle  ore 21.30, ingresso a offerta libera. Per il programma completo visitate Terre di Faenza